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Alla vigilia del G 20 disgelo tra Europa e Russia. Riuniti a Washington i capi di Stato per affrontare la crisi mondiale

Russia, Sarkozy grande mediatore
Il presidente francese convince Medvedev a fermare il dispiegamento dei missili

John Voice
Disgelo Europa Russia alla vigilia del vertic edi Washington del G 20. A Nizza successo personale del presidnte Sarkozy che apre a un nuovo accordo di partenariato strategico che nelle intenzioni farà fare un passo in avanti alla cooperazione bilaterale nei settori dell'economia, del commercio e dell'energia.

Ma il presidente francese dopo avere conquistato «senza minacce militari, ma con il dialogo e la diplomazia» la pace nel Caucaso, ha ottenuto dal presidente russo Dmitri Medvedev la garanzia che nessun missile Iskandar sarà dispiegato nell'enclave baltica di Kaliningrad. Sarkozy ha inviato un chiaro messaggio anche agli Usa di cui ha criticato le scelte fatte da Bush in modo esplicito.
La Russia porta a casa l'appoggio della Ue al suo ingresso nell'Organizzazione mondiale del commercio. Mentre la Ue ha ricevuto assicurazioni sul fatto che Mosca non interromperà le forniture energetiche.
Quello di Nizza è un prologo al vertice G 20 che porpio ieri sera a Washington ha riunito i leader, i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali delle 20 maggiori economie mondiali, quelle che totalizzano il 90% del Pil globale. Ci sono i membri del G8 (Usa, Germania, Canada, Giappone, Francia, Gran Bretagna, Russia, Italia), le 10 maggiori economie emergenti: Cina, India, Brasile, Argentina, Corea del Sud, Arabia Saudita, Sudafrica, Indonesia, Messico, Turchia, l'Australia e l'Unione Europea.
A rappresentare l'Italia ci saranno il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che dovrebbe arrivare a Washington oggi nel primo pomeriggio, il ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti e il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. In questa sede Sarkozy, forte dei suoi successi, ha detto di voler portare il suo messaggio sul dollaro che non può più essere l'unica valuta di riferimento nel mondo. La crisi finanziaria ha aperto un dibattito sul sistema finanziario internazionale incluso il ruolo del dollaro e molti Paesi sono favorevoli ad allargare la base delle loro riserve valutarie.
Il presidente Bush, alla vigilia del G20 ha voluto ricordare agli Stati Uniti e ai loro alleati che la crisi «non è stata un fallimento del libero mercato». Al centro del vertice ci sarà un accordo su un piano di azione che prevede la creazione di «collegi di supervisori per tutte le maggiori istituzioni finanziarie transfrontaliere». Un «super controllore» per sorvegliare la salute delle trenta maggiori istituzioni finanziarie mondiali. Gli Usa, i Paesi europei, il Giappone e gli altri principali Paesi emergenti sono vicini ad un accordo per creare un «sistema di allarme preventivo» per scoprire le debolezze del sistema finanziario globale prima che raggiungano proporzioni preoccupanti.

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15/11/2008










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