Nei momenti più difficili il signor Englaro ha pensato pure «ai lager, agli internati, alle loro sofferenze. Se quella povera gente ha stretto i denti e ha resistito, ha sopportato atrocità inenarrabili, forse potevo farcela anch'io». Adesso, ha concluso «lasciateci uscire di scena». In tempi rapidi Eluana Englaro la clinica «Beato Luigi Talamoni» di Lecco per raggiungere l'hospice (con molta probabilità a Udine, città d'origine del padre Beppino) nel quale il prof. Carlo Alberto Defanti, neurologo che ha in cura la donna da anni, darà il via alla «procedura» che le procurerà la morte. Non ci sarà «nessun blitz domenicale» per il trasferimento, ha tenuto a precisare il prf Defanti. Il padre Beppino non ha ancora chiesto le dimissioni della figlia.
Si leva accorato l'ennesimo appello delle suore che accudiscono la donna in coma nella clinica di Lecco: «Se c'è chi la considera morta, lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva». Le suore chiedano che venga lasciata presso la loro struttura. «Non chiediamo nulla in cambio - si legge in una nota delle religiose - se non il silenzio e la libertà di amare e donarci a chi è debole, piccolo e povero. Noi suore continuiamo a servire la vita di Eluana Englaro e di tutti i nostri pazienti. La nostra speranza è che non si procuri la morte per fame e sete ad Eluana e a chi è nelle sue condizioni».
La drammatica vicenda di Eluana Englaro ripropone l'urgenza di una legge su queste vicende e sul testamento biologico. «Il Parlamento è chiamato a riempire questo vuoto normativo. Seguo con grande attenzione il movimento parlamentare attorno a quella legge che potrebbe colmare il vuoto in atto»: ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano. E il presidente della Cei card. Angelo Bagnasco ha ribadito la necessità della legge: «Temiamo sia un primo passo verso l'eutanasia. Sarebbe grave per la società intera in quanto una società che non riesce a essere vicina alle persone più deboli e fragili certamente non si può dire che sia molto umana». In Italia si stima siano tra le 2.000 e le 2.500 le persone che, come Eluana Englaro, sono in stato di coma vegetativo.
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15/11/2008