I provvedimenti di fermo sono arrivati a soli tre giorni dai gravi disagi causati dai sabotaggi dello scorso sabato, ma le indagini sul gruppo di ultrasinistra andavano avanti da diversi mesi.
Parigi, Rouen, Meuse, Correze: la maxiretata ha avuto come teatro tutta la Francia, ma il fulcro dell'azione dell'antiterrorismo è stato il minuscolo villaggio di Tarnac, 350 anime nel cuore della campagna francese. Lì vivono cinque delle persone fermate, a pochi chilometri dalle fattorie gestite da altri sospetti. Una concentrazione che ha indotto gli inquirenti a sospettare una struttura organizzata e a collegare i recenti sabotaggi con episodi risalenti a qualche mese fa. In particolare, la polizia francese avrebbe individuato una connessione con una serie di allarmi bomba contro i TGV - i treni ad alta velocità - risalenti allo scorso giugno e rivendicati con modalità analoghe a quelle usate dalle Brigate Rosse. Un collegamento esisterebbe poi anche con gli attacchi in Germania ai treni che trasportavano scorie nucleari. I legami internazionali sarebbero comunque «più ideologici che organizzativi», ha precisato il ministro.
Gli arrestati, tra i quali tre donne, hanno fra 23 e 33 anni: per loro si prospetta un fermo di quattro giorni, in attesa della conferma del provvedimento da parte del giudice. Secondo l'esperto di antiterrorismo Christophe Bourseiller, si tratta di «azioni dimostrative per fanno pensare ad un'ispirazione comune con le azioni di Action Directe», movimento anarco-terrorista francese disciolto nel 1987 e colpevole di diversi fatti di sangue.
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12/11/2008