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l'intervista

Matilda Cuomo: «McCain paga gli errori di Bush»

Ecco la famiglia Cuomo schierata al completo. Tutti presenti ieri sera a Palazzo Ferrajoli a Roma per una serata di festeggiamenti. E i motivi non mancano: il decennale della fondazione Mentoring USA-Italia onlus e l'esito trionfale della campagna elettorale a sostegno di Barak Obama.

Madrina dell'iniziativa è proprio il presidente onorario della fondazione: Matilda Raffa Cuomo, italo-americana ed ex first lady dello Stato di New York.


Signora Cuomo, una grande festa per due avvenimenti che la vedono impegnata in prima linea.


«Era giusto celebrare anche a Roma l'avverarsi del grande sogno americano. Obama è partito dal nulla. Ci ha sempre creduto e noi lo abbiamo sostenuto con tutto il nostro impegno. Ma il motivo principale è celebrare i dieci anni di lavoro in Italia della mia Fondazione».


Avete sempre sostenuto Obama, oggi che ha vinto che emozioni state vivendo?


«Una grande liberazione. Bush è andato a casa e oggi le sorti dell'America sono in mano a un giovane che non pensa solo alla guerra o ad aumentare le tasse».


Ovvero? Cosa cambierà?


«I dati dicono che i giovani hanno votato Obama e si aspettano da lui grandi passi avanti. Ridurrà le tasse che gravano sulla fascia media della popolazione. È il primo passo affinché i giovani vedano un futuro più certo davanti a loro».


Ma prima non era stato fatto nulla per aiutarli?


«No! Pensi che Bush volle il "No child left behind" (nessun ragazzo rimanga indietro). Un'iniziativa lodevole per la quale, però, non stanziò mai un dollaro».


La vedo agguerrita contro i repubblicani. Nel suo ultimo libro Lei però cita McCain.


«McCain è una brava persona e l'ho citato perché da giovane ha avuto un mentore. John oggi ha pagato i fallimenti di Bush. Ne ha sofferto molto. Pensi che aveva chiesto a mio figlio Andrew di entrare a far parte del suo staff in caso di vittoria. Lui, però, ha rifiutato. È un fervente democratico».


Ma torniamo in Italia. Quali importanti risultati avete raggiunto con la Fondazione?


«Abbiamo "recuperato" 8.000 giovani. Abbiamo toccato centinaia di scuole. In Lombardia 100 ragazzi hanno partecipato al nostro progetto, 140 in Toscana e 400 ragazzi in Campania. Ci stiamo impegnando per evitare che i campanelli d'allarme lanciati dai ragazzi non rimangano inascoltati».
 

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Alessandro Bertasi

11/11/2008










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