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Benedetto XVI Il Papa chiede uno stop alle polemiche sulla causa di santificazione «Non si può continuare a valutarlo solo in riferimento al nazismo»

«Pio XII fu un dono di Dio»

CITTÀ DEL VATICANO Pio XII è stato un «eccezionale dono» di Dio per la Chiesa, e non si può continuare a valutarlo solo in riferimento alla Seconda guerra mondiale e al nazismo: papa Ratzinger, a conclusione ieri di un importante convegno vaticano, ha lasciato intendere che Pacelli avrebbe pieno diritto di salire agli onori degli altari, e - se ciò non è ancora avvenuto - lo si deve alle persistenti polemiche sul suo atteggiamento verso la Shoah.

«L'attenzione si è concentrata - ha detto Ratzinger - in modo eccessivo su una sola problematica, trattata per di più in modo unilaterale. A parte ogni altra considerazione, ciò ha impedito un approccio adeguato ad una figura di grande spessore storico-teologico qual è quella di Pio XII». Nel suo intervento, pronunciato al Congresso su «L'eredità del Magistero di Pio XII e il Concilio Vaticano II», promosso dalla Pontificia Università Lateranense insieme con la Pontificia Università Gregoriana, Benedetto XVI ha evitato tuttavia di fare alcun riferimento esplicito alla causa di beatificazione; il processo è al momento fermo, dopo le critiche del mondo ebraico sul «silenzio» di papa Pacelli di fronte allo sterminio nazista. La canonizzazione è «un fatto religioso» di «esclusiva competenza della Santa Sede», ha puntualizzato, tre giorni fa, il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, a scanso di equivoci. Nell'intervento di ieri, Ratzinger ha voluto sopratutto rilanciare la figura di Pio XII contro ogni tentativo di riduzionismo: il suo pontificato - ha spiegato - si è qualificato «per la vasta e benefica ampiezza, come anche per la sua eccezionale qualità, così che può ben dirsi che esso costituisca una preziosa eredità di cui la Chiesa ha fatto e continua a fare tesoro». Ratzinger ha ricordato, tra l'altro, l'importanza di Pio XII nel Concilio Vaticano II la sua «straordinaria lungimiranza» sul ruolo dei laici nella Chiesa. Aveva «un'intelligenza non comune, una memoria di ferro, una singolare dimestichezza con le lingue straniere ed una notevole sensibilità, era un diplomatico compito, un eminente giurista, un ottimo teologo». «Tutto questo è vero, ma ciò non spiega tutto», ha precisato Ratzinger. La principale caratteristica di Papa Pacelli, quella che in definitiva dovrebbe portarlo sugli altari, era «il continuo sforzo e la ferma volontà di donare se stesso a Dio». Di qui la conclusione più significativa: «Nella persona del Sommo Pontefice Pio XII, il Signore ha fatto alla sua Chiesa un eccezionale dono, per il quale dobbiamo essergli grati».
Nei giorni scorsi Riccardo Pacifici, presidente della Conunità ebraica aveva detto sul tema: «Pieno rispetto nell'iter previsto dal Vaticano per la canonizzazione di Pio XII, perché «vogliamo superare le polemiche e la contrapposizione ma non usare strumentalmente questa beatificazione per cambiare la verità storica su un Papa che non fu un eroe».

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09/11/2008










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