Gli altri indagati sono: Vittorio Franco, in qualità di direttore del dipartimento di Scienze farmaceutiche e presidente della Commissione permanente per la sicurezza; tre componenti la stessa commissione; Giuseppe Ronsisvalle; Francesco Paolo Bonina e Giovanni Puglisi; il dirigente dell'ufficio tecnico, Lucio Mannino; il medico competente, Marcello Bellia; il direttore amministrativo, Antonino Domina ed il responsabile del sistema per la sicurezza, Fulvio La Pergola. Il reato ipotizzato per tutti è di concorso in disastro colposo e concorso in gestione di discarica. Dalle vasche sotterranee di raccolte di rifiuti liquidi fuoriuscivano esalazioni fortemente irritanti e nocive, create dallo smaltimento di esperimenti medicinali nei lavandini dei laboratori: è il motivo per cui, secondo l'accusa, è stato disposto il sequestro della sede della facoltà. Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta del procuratore capo Vincenzo D'Agata, che ipotizza i reati di disastro colposo e gestione di discarica. Nella struttura, che si trova all'interno della Cittadella universitaria della città, si trovano anche le aule di farmacologia, biochimica e chimica. L'indagine è svolta dai pm Lucio Setola e Carla Santocono ed è coordinata dal procuratore Vincenzo D'Agata. I fatti coprono il periodo 2004-2007. Secondo la procura, «benché i vertici dell'Università fossero stati già allertati del potenziale inquinamento, non venivano attivati gli opportuni provvedimenti previsti dalla legge; le sostanze sarebbero state veicolate nel terreno tramite la rete di scarico dell'edificio e quindi, a seguito della saturazione del sito, avrebbero dato origine a percorsi di risalita lungo le condutture dell'immobile, disperdendosi in forma di vapori tossici all'interno dei locali».
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09/11/2008