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Perugia, dopo il rinvio a giudizio

Sollecito ha freddo Amanda si lamenta


Dopo la condanna di Guede, arrivano le rimostranze dei due altri imputati per l'omicidio di Meredith Kercher. Convinto di essere presto scarcerato, Raffaele Sollecito si era fatto portare solo vestiti estivi, ma non quelli invernali. E così ieri mattina l'avvocato Luca Maori gli ha lasciato la sua giacca.

«Ho freddo, tanto freddo» ha ripetuto Sollecito al legale. Il giovane pugliese ha ricevuto la notifica della decisione del gup, che gli ha negato i domiciliari, dal personale della polizia penitenziaria prima che la notizia fosse diffusa dai mezzi d'informazione. Il provvedimento lo ha molto turbato e avrebbe trascorso una notte piuttosto difficile. «C'è la necessità di rimanergli vicini - ha detto Maori - e di supportarlo in tutti i modi». Oggi Sollecito riceverà in carcere la visita del padre che gli porterà dei vestiti più pesanti.
Invece hanno voglia di spiegare, di difendere, di raccontare della loro figlia ventunenne, Amanda, Kurt Knox e Emma Mellas, genitori della ragazza di Seattle. Separati da tempo, hanno nuove famiglie, ma ora si sono riuniti con un solo scopo, riportare a casa la loro figlia, vittima - secondo loro - di menzogne, indagini approssimative, un sistema giudiziario lento e macchinoso e dei tabloid, soprattutto quelli inglesi, ma anche italiani. «L'hanno dipinta come se fosse il diavolo la mia ragazza - sostiene la madre - una drogata, una mangiatrice di uomini. Lei, che è sempre stata tra gli studenti migliori». La coppia è convinta che Amanda verrà assolta,
Mar. Coll.

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31/10/2008










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