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Beccato con altri due giovani e una ragazza durante un festino con alcol e stupefacenti

Droga party con l'attore anti mafia

PALERMO A 15 anni era un ragazzo qualunque di un quartiere popolare di Palermo: lo Zen, decine di palazzoni nella periferia degradata della città. Per tirare avanti era costretto a fare il posteggiatore abusivo. A toglierlo dalla strada, come in un film, è stato un regista, Emanuele Crialese, che l'ha voluto sul set di «Respiro» accanto a Valeria Golino.


E Francesco Casisa, allora appena adolescente, che in un cinema non era mai entrato prima, si è ritrovato dall'altra parte della cinepresa e ha cominciato la sua carriera di attore. Una faccia da «duro» che l'ha portato sul set di alcuni film sulla mafia, come la discussa fiction «Il capo dei capi». I carabinieri che l'altro ieri sera l'hanno arrestato per spaccio di droga, però, l'hanno riconosciuto solo all'arrivo in caserma.
Casisa, 21 anni, alle spalle qualche piccolo precedente penale, è stato sorpreso mentre partecipava a un «festino» a base di alcol e droga in una villetta del borgo marinaro di Isola delle Femmine. In tutto erano quattro: oltre all'attore, due ragazzi, anche loro finiti in cella, e una giovane che è stata denunciata.
Al party i militari sono arrivati per caso: una pattuglia che passava in zona ha sentito musica a tutto volume e grida provenire dalla casa. Quando i carabinieri hanno suonato al campanello, qualificandosi, per farsi aprire, Casisa e gli altri, spaventati hanno cercato di disfarsi della droga: mezzo chilo di hashish e un po' di cocaina. I militari non ci hanno messo molto a ritrovarla in giardino e l'hanno sequestrata.
I tre ragazzi, completamente ubriachi e molto su di giri, hanno cercato di resistere all'arresto, ma sono stati immobilizzati e portati in caserma.
A un giornalista che l'aveva intervistato anni fa, Casisa aveva raccontato di non avere mai avuto un rapporto idilliaco con le forze dell'ordine. «L'altro giorno, però, mi hanno fermato e quando mi hanno riconosciuto, mi hanno fatto anche il saluto», aveva detto scherzando.
Un'infanzia difficile, una carriera nel Fortitudo Calcio terminata presto perché il padre si era ammalato e Francesco aveva dovuto mettersi a lavorare. Crialese, dopo «Respiro», l'aveva voluto sul set di «Mondonuovo», film sull'emigrazione candidato, nel 2006, all'Oscar. In tv Casisa, però, è apparso più volte: quasi sempre in fiction sulla mafia: come quando aveva impersonato Menico, giovane nemico di Totò Riina, nel «Capo dei Capi».

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28/10/2008










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