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Rush finale A una settimana dal voto il candidato democratico riassume la sua «corsa»

Obama: ecco la mia America

Marco Bardazzi

WASHINGTON Sventato attentato di matrice razzista contro la vita di Barack Obama. Le autorità federali americane hanno arrestato due giovanissimi skinheads neonazisti, 18 e 20 anni, trovati in possesso di armi, che oltre al candidato presidente avrebbero avuto intenzione di uccidere in Arkansas e Tennessee altre 102 persone di colore.

Quattordici di loro sarebbero state decapitate. I due numeri, 88 e 14, vengono ritenuti simbolici nell'ambiente dei «supremazisti ariani», dove sarebbe maturato il complotto. Obama, che già due mesi fa era stato nel mirino dei supremazisti bianchi, è da metà 2007 sottoposto a protezione da parte del Secret Service.
Una vicenda inquietante scoperta proprio nel giorno in cui Obama ha tirato le somme della sua corsa alla Casa Bianca. Ciò che l'America ha perso in otto anni di presidenza Bush, ha affermato il candidato democratico, «è il senso di uno scopo comune e più elevato», ed è l'ora di metter fine «a un'era di profonda irresponsabilità». Un'arringa finale che riassume 21 mesi di una campagna elettorale che, comunque vada, passerà alla storia. E per chiudere la partita torna ai temi con cui aveva lanciato la sfida. Tra una settimana, l'America «potrà finalmente voltare pagina e portare il cambiamento di cui c'è bisogno», ha detto Obama, ribadendo il tema che in 21 mesi ha trasformato una sfida politica nata tra lo scetticismo di molti in un movimento in apparenza inarrestabile: «È l'ora di provare qualcosa di nuovo». Ma Obama ha anche messo in guardia i propri sostenitori, perché non credano «neppure per un secondo che questa battaglia è finita fino all'ultimo giorno». In Ohio, uno Stato-chiave nel voto del 4 novembre colpito duramente dalla crisi, Obama ha dato fondo alle sue doti oratorie per convincere la giuria degli elettori. Il discorso finale del candidato democratico è quello che ripeterà nell'ultima settimana di campagna, anche in tv: Obama ha acquistato infatti 30 minuti di «prime time» televisivo su vari network.
Come più volte ha fatto in questi mesi, Obama si è implicitamente paragonato a Reagan, che battendo Carter nell'80 aprì la strada a una «rivoluzione conservatrice» che molti commentatori vedono ora esaurita.
La ricetta che Obama ripeterà nei prossimi giorni è quella di archiviare «l'era di profonda irresponsabilità» che secondo il candidato democratico ha unito Wall Street e la sua «cieca avidità»; Main Street e la corsa ad acquistare «case che la gente non poteva permettersi»; e Washington, dove «i politici hanno speso i soldi che non avevano e hanno permesso ai lobbisti di decidere l'agenda». Obama ha respinto l'accusa di voler aumentare il peso fiscale, ribadendo di aver pronti tagli «per il 95% degli americani», cancellando le tasse per gli anziani con entrate inferiori ai 50.000 dollari l'anno e aiutando i genitori che lavorano.

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28/10/2008










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