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Aste stupefacenti

Il record di Hirst nel giorno-no di Lehman Italiani sugli allori


Gabriele Simongini


Ci sono giorni emblematici per un'intera epoca. Uno di questi è stato lo scorso 15 settembre, giorno del fallimento di Lehman Brothers. La sera dello stesso giorno, 218 opere di Damien Hirst, star dell'arte contemporanea, sono state aggiudicate da Sotheby's a Londra per 140,5 milioni di euro.

Dunque l'arte contemporanea è sembrata immune dalla crisi globale dei mercati finanziari, anche se la grancassa mediatica scatenata da Hirst rappresenta un fenomeno a parte. Qualche segnale diverso, di più pacata riflessione, è giunto invece pochi giorni fa, fra il 17 e il 21 ottobre, dalle quattro aste messe su da Christie's e Sotheby's sempre a Londra. All'incanto 26 opere di Warhol ma ne sono state aggiudicate solo dieci, quasi tutte a prezzi inferiori alle stime minime che però erano state attribuite prima dell'estate, in clima d'eccessiva euforia.
E gli italiani? Per «Concetto spaziale. La fine di Dio» di Lucio Fontana la cifra record di quasi dodici milioni di euro. Poi, alle Italian Sales di Christie's e Sotheby's (Londra, 20 ottobre) quasi il il 90% delle opere nostrane sono state vendute a prezzi elevati, superando la stima minima. Un «Achrome» di Manzoni ha oltrepassato i due milioni di euro.

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25/10/2008










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