Al menu carcerario preferivano aragoste, caviale, mozzarelle di bufala, babà e champagne. Desideri che hanno spinto quattro boss della camorra, appartenenti al clan Di Lauro, reclusi nel carcere «San Giuliano» di Trapani, a tentare di corrompere un agente di polizia penitenziaria per ricevere le prelibatezze in cella. Il piano è però sfumato grazie alla collaborazione della guardia, che ha finto di accettare e poi ha raccontato tutto ai magistrati. Intanto, continuano le indagini dei carabinieri e della polizia penitenziaria (che ha collaborato con l'Arma), per approfondire eventuali coinvolgimenti di altri agenti precedentemente in servizio presso il carcere di «San Giuliano». Sono in corso di approfondimento, è stato sottolineato stamani nel corso di una conferenza stampa, alcuni elementi che non escludono la possibilità che altri agenti della polizia penitenziaria possano aver consentito l'ingresso di generi di lusso nel carcere o aver favorito altre condotte illecite in cambio di soldi o altri benefici.
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24/10/2008