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La Nasa lancia Ibex a 12 mila metri sull'Oceano Pacifico

Spazio, una sonda traccerà la mappa del sistema solare

La Nasa, l'ente spaziale americano, ha lanciato domenica una piccola sonda che, nel giro dei due anni, dovrà catturare le immagini e tracciare una cartografia dei confini ancora misteriosi del sistema solare.

La sonda Ibex (Interstellar Boundary Explorer), di un peso di 462 chili, è partita grazie a un razzo lanciato da un Lockheed L-1011 in volo a una quota di 12 mila metri all'altezza delle Isole Marshall, nell'Oceano Pacifico.
Con la sua strumentazione di bordo, la Ibex raccoglierà immagini e traccerà una mappa di una vasta zona di turbolenze e dei campi magnetici dove le particelle dei venti solari si scontrano con particelle interstellari provenienti da altre stelle della Via Lattea, la nostra galassia.


«Le regioni di frontiera dello spazio interspellare considerate spesso il limite del sistema solare sono di una importanza fondamentale in quanto ci proteggono da gran parte dei raggi galattici più pericolosi», ha spiegato il responsabile scientifico della missione, David McComas.
Le uniche informazioni di cui dispongono finora gli scienziati sui confini del sistema solare provengono dalle sonde Voyager 1 e Voyager 2 lanciate nel 1977 e ancora in servizio. Ma entro il 2020 il contatto con queste due sonde, che si allontanano progressivamente dalla Terra, sarà irrimediabilmente perduto.


Usa, Europa e Russia, intanto, secondo quanto riferisce l'agenzia Ansa, si stanno preparando all'esplorazione di Giove tra il 2018 e 2020. La conferma arriva dal vice direttore dell'accademia delle scienze russe, Oleg Korabliov, citato dall'agenzia Interfax.


Su Giove saranno inviate tre spedizioni indipendenti. L'Esa manderà due veicoli per la ricerca. La Nasa punta su un satellite che resterà in orbita per non piu' di due mesi, utilizzando i tradizionali metodi di ricerca. Mosca intende invece lanciare un veicolo per l'atterraggio nel 2018.
 

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21/10/2008










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