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Il presidente francese libera la brigatista italiana ma rimanda in carcere Jean-Marc Rouillan

Sarkozy, due pesi e due misure

Maurizio Piccirilli
m.piccirilli@iltempo.it
Due pesi e due misure. La giustizia francese si muove sul doppio binario. Benevola con i terroristi stranieri e severa con i propri. Dopo aver firmato l'annullamento dell'estradizione per Marina Petrella, brigatista rossa condannata a diversi ergastoli, ecco la revoca della semilibertà a Jean-Marc Rouillan fondatore del gruppo terroristico transalpino Action Directe.


Il tribunale di Marsiglia ha deciso per la sospensione definitiva del suo regime di semilibertà «senza fornire motivazioni». La revoca della semilibertà era stata chiesta all'inizio di ottobre dalla procura di Parigi dopo un'intervista rilasciata da Rouillan al settimanale «L'Express» nella quale aveva dichiarato di non essere pentito dell'omicidio del presidente di Renault, Georges Besse, nel 1986, infrangendo così l'obbligo di non commentare pubblicamente i reati per le quali è stato condannato. Rouillan si è detto «molto sorpreso» della decisione del giudice. «Non si aspettava di ritornare in prigione per quell'intervista», ha spiegato il suo avvocato Jean-Louis Chalanset per il quale si tratta di «una decisione giudiziaria dettata da pressioni politiche». L'ex terrorista, che era in semilibertà dal dicembre 2007, ha sposato in carcere nel 1999 Nathalie Ménigon, anche lei di Action Directe e giudicata anche essa colpevole dell'omicidio di Besse.

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18/10/2008










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