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Contratto, statali verso lo sciopero Brunetta: strano, le risorse ci sono

Sciopero, sciopero, sciopero: sul contratto il pubblico impiego è ormai pronto a incrociare le braccia. «Se si decidesse in questo senso, non mi sorprenderei»: ha detto il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani commentando la richiesta dei sindacati di settore di incontrare il governo.

«Se si tolgono i soldi ai lavoratori pubblici, se non si ricontratta e se si pensa che il settore sia solo una palla al piede è chiaro che alla lunga si strappa il rapporto con il governo», ha aggiunto Epifani aggiungendo di sperare che «unitariamente i settori pubblici lavorino ad iniziative per affermare i diritti contrattuali. È chiaro - ha ripetuto Epifani - che una posizione unitaria incombe dopo che il governo ha operato trattenute molto consistenti e l'Aran ha confermato la distanza tra le posizioni delle parti». La prova generale della protesta è stata fissata per il 17 ottobre quando scenderà in piazza la federazione delle Rappresentanze di base del pubblico impiego.
Sorpreso dalle «minacce» dei sindacati s'è detto il ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta dopo l'incontro ieri mattina con l'Aran. «Sorprende l'esito negativo dell'apertura della trattativa del comparto Ministeri e la volontà di proclamare lo sciopero espressa da Cgil, Cisl e Uil - ha dichiarato Brunetta - perchè non ricordo da parte delle stesse sigle sindacali la proclamazione di uno sciopero del pubblico impiego all'indomani dell'approvazione della legge Finanziaria per il 2008 del governo Prodi, con la quale furono stanziate per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego soltanto le risorse per l'indennità di vacanza contrattuale». Il ministro si dice sorpreso anche perchè «a quelle risorse sono state invece aggiunti, da parte di questo Governo, altri 2 miliardi e 400 milioni di euro per il settore statale (per tutto il settore pubblico le risorse da spendere ammontano così a più 6 miliardi di euro), che nel complesso equivalgono ad aumenti retributivi pari al 3,2%». La replica dei sindacati: «Scioperammo anche contro Prodi il 27 ottobre del 2007 per rivendicare il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro con una manifestazione nazionale che si conluse a Piazza San Giovanni».

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08/10/2008










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