I supremi giudici hanno condiviso il suo punto di vista e hanno confermato il «no» al nuovo processo, così come deciso lo scorso febbraio dalla Corte d'appello di Caltanissetta.
Senza successo, dunque, l'avvocato di Contrada, Giuseppe Lipera, ha messo in dubbio la veridicità delle dichiarazioni dei pentiti, che hanno accusato l'ex superpoliziotto di aver aiutato e protetto la latitanza di boss mafiosi. A carico di Contrada ci sono anche le testimonianze di suoi ex colleghi, che evidentemente sono ritenute attendibili. Oggi la prima sezione penale di Piazza Cavour deciderà se accogliere o meno una nuova richiesta di Contrada, che vuole ottenere il differimento della pena per un anno.
«Il riconoscimento ufficiale dell'errore giudiziario di Bruno Contrada per me è solo rinviato», spiega il legale dell'ex funzionario del Sisde, l'avvocato Giuseppe Lipera, commentando la decisione della Cassazione di rigettare la richiesta di revisione del processo a conclusione del quale l'ex 007 è stato condannato a 10 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa. «Sapevamo benissimo quanto fosse difficile - aggiunge il penalista - ma è evidente che non tutti amano il giusto e il vero, ma si accontentano di ciò che è semplicemente legittimo. Adesso puntiamo molto sulla udienza del 5 novembre avanti al Gip di Caltanissetta».
«Siamo convinti - osserva Lipera - che si possono fare indagini sull'esposto denuncia di Contrada che ne dimostreranno l'assoluta innocenza. Se il Gip non ci darà sarà presentata un'altra istanza di revisione. Se difendo un innocente, e Contrada lo è, l'unica arma che ho è insistere e così farò. Continuo nel dire che la verità è figlia del tempo. Del resto per condannarlo hanno avuto bisogno di 15 anni - conclude il legale - non potevamo pretendere che in otto mesi si fosse capito l'errore, ve le immaginate le grida di scandalo!».
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08/10/2008