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Potrebbe essere stato un cane maremmano a uccidere il ...

Potrebbe essere stato un cane maremmano a uccidere il piccolo Mattia Maddalena di 9 anni, trovato morto sabato sera in una pozza di sangue vicino casa nella contrada Campanaro del comune di Circello, in provincia di Benevento. I carabinieri di San Bartolomeo in Gado, che si stanno occupando del caso, stanno cercando un animale di grossa taglia, in particolare un pastore maremmano che si aggira normalmente nella zona.

È escluso che a uccidere il piccolo sia stato il pastore maremmano di proprietà della famiglia, che è stato trovato accanto al bimbo, e che non presentava alcuna traccia di sangue. Alcuni cani randagi della zona di Circello sono stati sequestrati e sottoposti a controlli.
A causare la morte del bimbo, come ha accertato il medico legale un morso al collo che ha reciso la giugulare. Sul corpo del piccolo c'erano anche altri morsi. Il piccolo è stato trovato senza vita ieri sera esanime in una pozza di sangue a una decina di metri da casa. Il padre ha chiamato subito il 118 ma per il bimbo non c'è stato nulla da fare.
«Esiste una responsabilità dei sindaci che debbono applicare le norme esistenti contro il randagismo, come l'obbligo di chip per tutti gli animali e le disposizioni sui canili sanitari»: il sottosegretario con delega alla Salute Francesca Martini, si dice «colpita» ed «indignata» per la vicenda. Partirà subito un'ispezione degli uffici veterinari del ministro del Welfare per comprendere cosa è avvenuto e se ci sono responsabilità nella vicenda che ha portato alla morte il bambino di nove anni aggredito da un cane, si presume, randagio. E sono circa 600 mila cani di «strada», di cui solo un terzo ospitati nei canili rifugio, e sarebbero 1.650 i comuni italiani fuorilegge che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall'Asl dove ricoverare i cani abbandonati e randagi. Le maggiori irregolarità riguardano la Sicilia, la Campania e l' Abruzzo. Solo nei mesi luglio e agosto sarebbero stati abbandonati abbandonati qualcosa come 11.500 cani e di questi solo un terzo sono entrati nei canili italiani. Lo scorso agosto è stata emanata una ordinanza che contiene una serie di misure proprio per prevenire abbandoni e randagismo. Tra le misure previste l'applicazione di un microchip. I comuni devono identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono responsabili dell'osservanza di tali procedure. Per effettuare controlli di prevenzione del randagismo devono dotare la propria Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchipe.

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06/10/2008










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