Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO

Placido, direttore del teatro di periferia «Porta aperta ai ragazzi come all'oratorio»

Tiberia De Matteis
Il disagio di Tor Bella Monaca è ben conosciuto da Michele Placido che da quasi due anni ha assunto la direzione artistica del teatro situato in Via Duilio Cambellotti, attivando una felice esperienza di sinergia con il quartiere, pronto a rispondere con entusiasmo e adesione numerica alle proposte sceniche.

L'attore giudica la violenza una «gravissima forma di intolleranza» che va comunque interpretata nel segno di una dilagante carenza culturale e si impegna personalmente a coinvolgere i giovani del territorio in un appuntamento specifico destinato a meditare sull'evento. La fortuna e la positività del confronto tra Placido e Tor Bella Monaca può quindi funzionare da incoraggiamento positivo verso il recupero di zone della capitale che rischiano di sentirsi abbandonate.
Come vede Tor Bella Monaca?
«Più che un quartiere, è quasi un comune perché registra 250 mila abitanti. È chiaro che si tratta di un luogo dominato da urgenze immediate. Non bastano le ronde della polizia, ma serve un intervento capillare che sappia amalgamare i residenti, migliorando le loro condizioni di vita. Come accade in tutte le metropoli italiane, vi si registra la crescita di comunità straniere che non hanno raggiunto un grado di convivenza civile. Sono molto forti le presenze di cinesi e di rumeni, inurbati in una realtà già problematica a causa del notevole degrado culturale più che sociale. Il vero pericolo sta nelle scarse possibilità di incontro e di riflessione politica e religiosa».
Cosa è riuscito a ottenere?
«La zona del teatro era fino a un anno e mezzo fa il ritrovo ideale per lo spaccio della droga, ma ora è sempre illuminata e, grazie a un bar e ristorante che rimane aperto, ha allontanato rischiose minacce per la sicurezza degli abitanti. Le iniziative teatrale, inoltre, sono state sempre accolte con il tutto esaurito e una vivace partecipazione non solo di Tor Bella Monaca, ma di tante realtà limitrofe. Certo, è solo l'inizio di un viaggio che merita la messa a punto di una strategia. Il teatro è già diventato un punto di riferimento, come la parrocchia, ma si può ancora lavorare molto».
Come proseguirà
«Dedicherò una serata speciale a questo fatto di cronaca, invitando tutti i ragazzi. Ho già chiesto alla passata amministrazione, e ora mi rivolgerò anche alla nuova, di poter produrre e rispecchiare teatralmente anche le presenze straniere di Tor Bella Monaca. Mi sembra il primo passo verso l'armonia».

Vai alla homepage

03/10/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro