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allarme giustizia

Bocciato il sistema penale
Processi lenti: troppi rinvii

È stata una bocciatura a 360 gradi. Nulla si è salvato del processo penale in Italia. Dall'esame di 13 mila processi, individuati in 27 sede giudiziarie su tutto il territorio nazionale, L'Eurispes, in colloborazione con L'Unione camere penali, non è venuto alla luce un solo elemento positivo sull'organizzazione del sistema giudiziario penale.

Giustizia E a pagarne le spese sono sempre i cittadini.  Secondo il rapporto presentato ieri, sono diversi i problemi che mettono in ginocchio da anni il processo penale. Primo fra tutti, i rinvii delle udienze, uno dei veri punti deboli che provocano l'odiosa lentezza dei procedimenti: ogni giorno in Italia vengono rinviati sette processi su dieci.

Un dato che purtroppo tiene «unite» le regioni del Nord con quelle del Sud del Paese. Si tratta di un vero e proprio «naufragio della giustizia penale», sostengono i curatori della ricerca, che hanno elencato i motivi che portano ai continui rinvii dei processi: si va dal legittimo impedimento dell'imputato (2,6%) e del difensore (5%), alle esigenze difensive (6,6%). Il 54% dei processi fissati per lo svolgimento della istruttoria dibattimentale viene rinviato perchè «l'atto, in verità assai banale, della citazione del testimone o è stato del tutto omesso, o è stato effettuato in modo errato o, pur effettuato regolarmente, non è stato ottemperato dal destinatario».

È il dato, «davvero clamoroso», messo in luce dal rapporto Eurispes sul Processo Penale. Il 6,8% di responsabilità va ai problemi tecnico-logistici (indisponibilità dell'aula, del trascrittore, assenza dell'interprete, mancanza del fascicolo del pubblico ministero o del fascicolo del dibattimento). Il 12,4% delle cause salta per assenza del giudice titolare. Si aggiungono poi i rinvii per precarietà del collegio (1,5%), e per assenza del pm titolare (0,2%). Di rilievo, altri fattori «patologici»: il 9,4% dei rinvii è per omessa o irregolare notifica all'imputato; l'1,3% alla persona offesa, e solo lo 0,9% al difensore (0,9%).


Ma non finisce qui. A essere bocciati sono anche i riti alternativi, che secondo il rapporto Eurispes non funzionano affatto, considerando che il 90,6% dei casi esaminati viene celebrato con il rito ordinario: soltanto nella Capitale la percentuale è pari all'80,7 per cento. Appena il 5,4% si svolgono con il rito abbreviato e il 4 per cento con quello del patteggiamento.


Il tempo dei rinvii tra un'udienza e l'altra può sfiorare i 163 giorni. Il picco riguarda il Centro Italia, mentre al Sud si arriva a 152 giorni e al Nord-ovest a 146. Anche i tempi medi di trattazione dei processi in un'udienza non variano molto da un capo all'altro del Paese. Al Nord Italia la media di trattazione di un'udienza è di 23 minuti, nelle isole di 26 minuti, al Centro di 16 e al Sud di 15 minuti.


«Nel nostro Paese - afferma il vice presidente dell'Unione camere penali italiane, Beniamino Migliucci - spesso si parla senza sapere su cosa si discute. Si danno terapie senza conoscere il male e si propongono soluzioni semplici, come la compressione delle garanzie, per eliminare i problemi della giustizia».

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Augusto Parboni

26/09/2008

  • 26/09/2008 17:54 Angelo
    Una vigliaccheria ed un tradimento contro il popolo italiano
  • 26/09/2008 16:44 adriano
    Per quanto riguarda la velocizzazione dei processi non credo che Berlusconi sarebbe d'accordo; piuttosto lui preferisce accorciare i tempi delle prescrizioni.Quindi certe idee tenetevele per voi, potreste perdere il posto di lavoro.Quanto più il sistema è intasato più il nostro premier è felice.Una mano, e c'è chi dice non solo quella, l' ha data la Carfagna.
  • 26/09/2008 11:42 excalib52
    excalib 52 - SECONDA PARTE: Anzi chi non paga una contravvenzione viene perseguitato da agenzie addette alla riscossione e da ufficiali giudiziari, che lo rincorrono per tutto il territorio nazionale, e a volte, lo costringono, suo malgrado, a lavorare a nero, in più svendere le sue proprietà, ed in alcuni casi anche a dividersi dalla famiglia, mettendolo in condizioni di vivere da clandestino, per non essere raggiunto da comunicazioni minatorie. La differenza che c’è tra un mafioso, un narcotrafficante, un assassino, un rapinatore a mano armata, uno stupratore e chi commette un errore nella guida, non esiste. Il Giudice, classe per eccellenza privilegiata, più del politico, agisce come un bambino viziato, al quale non si può togliere un giocattolo. Sarebbe opportuno che i giocattoli, i Giudici, li acquistassero con le proprie finanze.
  • 26/09/2008 11:40 excalib52
    excalib 52 - PRIMA PARTE: Va effettuata una riforma del sistema giuridico, responsabilizzando di più i Giudici, oltre alla vera e propria prassi burocratica. Da singolo cittadino, devo dire che, al Giudice, andrebbero sanzionate tutte le spese dovute a ritardi di procedura per colpa, così facendo, verrà smaltito in breve tempo tutto quel calderone di processi rimanadati per inadempienze del collegio giudicante. Sono convinto inoltre, che se il processo avesse una durata media di un anno, si riscontrerebbe, anche, una diminuzione dei reati, allo stato delle cose un processo non fa paura a nessuno. Chi delinque, E VIENE RICONOSCIUTO COLPEVOLE, ha a sua disposizione un tempo enorme, per decidere se farsi arrestare o no, di chi, invece, non paga una semplice contravvenzione.
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