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Hanno un volto e un nome tre dei componenti del commando della camorra che giovedì sera, davanti a una sartoria di Castelvolturno, sparò all'impazzata contro un gruppo di immigrati africani uccidendone sei.
Uno dei provvedimenti di fermo emessi della Dda di Napoli è stato eseguito dalla polizia di Caserta, mentre due indagati risultano da tempo latitanti.
L'altra notte gli agenti hanno catturato nella sua abitazione di Baia Verde il 29enne Alfonso Cesarano, un pregiudicato coinvolto di recente nell'inchiesta sul clan dei Casalesi e sullo spaccio di droga lungo il litorale domizio. Secondo indiscrezioni, tra i ricercati vi sarebbero quell'Alessandro Cirillo, ritenuto personaggio in ascesa del clan dei Casalesi nella zona di Castelvolturno, e Oreste Spagnuolo, indicato come componente del gruppo di fuoco. Il curriculum criminale del fermato non è quello di un esponente di primo piano della camorra.
Cesarano fu arrestato il 17 novembre scorso nell'ambito dell'operazione Domizia quando furono emesse 64 ordinanze di custodia su 68 indagati complessivi, la maggior parte dei quali ritenuti affiliati al clan Bidognetti, una della principali cosche dei Casalesi. Ma il 30 aprile il pregiudicato già lasciava il carcere. Il Tribunale del Riesame aveva ritenuto infatti troppo esigui gli indizi a suo carico, consistiti principalmente in una telefonata nel corso della quale il giovane dava appuntamento per la sera davanti a un bar a un personaggio ritenuto legato al clan. I giudici del tribunale della Libertà rilevarono anche che nei confronti di Cesarano non c'erano dichiarazioni di pentiti che pure avevano chiamato in causa la maggior parte degli indagati.
Il pregiudicato ritornò pertanto agli arresti domiciliari nell'appartamento di Baia Verde dove abita con la moglie i figli e i genitori e dove la polizia lo ha rintracciato: la misura degli arresti a casa, precedente all'inchiesta anticamorra, era relativa a un'attività di spaccio di droga che gli è costata la condanna a due anni e 8 mesi di reclusione, pena confermata in appello (per tale vicenda si è in attesa della pronuncia della Cassazione). La concessione degli arresti domiciliari ha suscitato reazioni indignate negli ambienti politici. Critiche sono state espresse, tra gli altri, anche dal ministro dell'Intero Maroni e dal leader dei Democratici, Veltroni.
I magistrati della Dda contestano agli indagati il reato di strage aggravato dalla finalità mafiosa e dal metodo terroristico. Secondo gli esperti il gruppo è capeggiato da Giuseppe Setola, mentre Cirillo sarebbe il luogotenente. Della cosca. secondo gli inquirenti, farebbero parte anche Giovanni Letizia, Emilio Di Caterino e Pietro Vargas.
23/09/2008