Lo scenario climatico non è dissimile da quello del Centro-Sud d'Italia: sotto il sole di una mattinata della Virginia, in un parco stracolmo di gente, la bussola della politica americana sembra impazzita: migliaia di persone sono accorse per John McCain e Sarah Palin, ma occorre sforzarsi per riconoscere i segni tradizionali di un evento repubblicano.
Nelle elezioni del 2000 e del 2004, quando George W. Bush «vinse» la Virginia con margini superiori all'8 per cento, i suoi comizi non potevano certo indurre a equivoci su quale parte politica li avesse organizzati. Ora McCain è impegnato a battersi per salvare il bottino di 13 voti elettorali in uno stato in cui gli ultimi sondaggi lo danno avanti solo dello 0,7 per cento. Per farlo sta ricorrendo a due armi: la governatrice dell'Alaska e la possibilità di schierare le prime sostenitrici di Hillary che cominciano a passare dalla sua parte.
E alle oratrici femminili è toccato il compito di lanciare frecciate contro Obama e ribattere alla polemica del giorno, innescata da una battuta. Il candidato democratico ha affermato che i repubblicani si illudono se pensano di travestire le loro politiche semplicemente mettendo «rossetto al maiale». Un modo di dire, ma che ha suscitato le ire dello staff di McCain, secondo il quale era un riferimento offensivo alla Palin, autodefinitasi «pitbull con il rossetto». Obama ha dovuto usare buona parte del proprio tempo in un liceo a Norfolk per negare di aver offeso la governatrice e sostenere che si tratta di tattiche «per non parlare di ciò che ha fatto Bush in questi anni».
Il lancio delle frecce avvelenate, nella coppia repubblicana, tocca ora a Super-Sarah, l'eroina del momento, acclamata anche in Virginia con cori da stadio. La Palin ha lanciato affondi contro Obama sul piano dei programmi politici, mentre a replicare sul rossetto è stata chiamata Lynette Long, psicologa femminista, una sostenitrice di Hillary Clinton che ha saltato la barricata. «Quelli di Obama sono insulti da quinta elementare - ha detto, accompagnata da un boato - e non vogliamo che uno che sembra in quinta elementare guidi questo paese».
Probabilmente lo sono anche quelle del «National Enbquirer», tabloid da supermercato che a suo tempo costrinse l'ex candidato democratico alla Casa Bianca John Edwards ad ammettere di aver avuto un'amante. Ieri, sfidando le minacce di querela, il settimanale è tornato alla carica affermando che Track, il primogenito della Palin che oggi partirà per l'Iraq, è un drogato. Della figlia diciassettenne incinta già si sa, ma anche lei si farebbe gli spinelli. Quello che «non si sapeva» è che secondo il fantasioso tabloid, Sarah avrebbe tradito il marito con un socio d'affari. Beh, onestamente sembra troppo: il «National Enquirer», prima o dopo le elezioni, potrebbe vendere anche le rotative per pagare le cause di diffamazione.
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11/09/2008