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Tangentopoli in Abruzzo, prosegue l'interrogatorio del manager sanitario

Angelini tira in ballo Fassino

Patrizia Pennella
PESCARA Una «liaison» che spiega danni e favori, una sorta di «protezione gentile»: è quella che l'attuale presidente vicario della Regione Abruzzo ha con Piero Fassino, che lo sostiene anche nelle scelte relative alla sanità.

È quanto afferma la gola profonda nel processo per la Sanitopoli abruzzese, il manager Vincenzo Angelini. Scelte di ieri e scelte di oggi, come quella relativa alla Tosinvest, società proprietaria in Abruzzo della clinica San Raffaele di Sulmona, ma anche di altre 25 strutture nazionali e di giornali come Libero e Il Riformista. Proprio il Riformista, qualche settimana fa, pubblicò la notizia del memoriale di uno degli indagati eccellenti di questa inchiesta, Giancarlo Masciarelli. Secondo Angelini la Tosinvest, di cui è presidente il parlamentare Pdl Antonio Angelucci e che fa capo ad altra società di cui è amministratore il fratello del presidente della Camera Gianfranco Fini, si vide assegnati i posti letto tolti proprio al gruppo Villa Pini. Il riferimento a Tosinvest fu fatto ad Angelini da Lamberto Quarta, il potente braccio destro dell'ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco. E proprio Quarta avrebbe fatto il nome di Fassino come nume tutelare del gruppo, oltre che di buon amico dell'attuale presidente vicario della Regione, Enrico Paolini, a sua volte amico di uno dei diretti concorrenti di Angelini, il manager della sanità abruzzese Luigi Pierangeli. Un intreccio in cui, però, ed è Angelini stesso a dirlo, non è girato un soldo. Il portavoce di Fassino, Gianni Giovannetti: «Piero Fassino non si è mai occupato di organizzazione sanitaria, nè in Abruzzo nè altrove. È indecente e inaccettabile che per giustificare i suoi finanziamenti a Forza Italia, il signor Angelini - secondo la ricostruzione di una agenzia di stampa - faccia affermazioni false e prive di qualunque fondamento sul conto dell'on. Fassino, gettando fango su una persona del tutto estranea alle vicende abruzzesi». In serata a Fassino è arrivata anche la solidarietà di Dario Franceschini, vicesegretario del Partito Democratico. Tecnicamente, nell'ambito dell'inchiesta, questo passaggio lascia il tempo che trova: Angelini ieri ha completato la sua ricostruzione, guidato dalle domande dell'accusa che ha chiesto l'incidente probatorio, parlando di una nuova tangente, quella data nell'agosto dello scorso anno al capogruppo Pd alla Regione Camillo Cesarone. Oggi pausa, domani via al controesame, sempre che gli avvocati non decidano per una diversa strategia difensiva.

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11/09/2008










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