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Stamattina al Cern di Ginevra l'esperimento per riprodurre la nascita dell'universo

È il giorno del big bang

È l'ultima di una lunga serie di paure, quella che l'avvio del più grande acceleratore di tutti i tempi, il large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, possa formare un buco nero capace di ingoiare la Terra.
Dopo la clonazione, le biotecnologie e gli ogm, la fisica torna nella top ten rituale delle paure legate alla scienza.

Il primo allarme su un'imminente fine del mondo è stato lanciato nel 1999, alla vigilia dell'esperimento condotto nell'acceleratore Rhic (Relativistic Heavy Ion Collider), dei Laboratori statunitensi di Brookhaven. L'autore è lo stesso che è tornato alla carica contro l'Lhc: il fondatore dell'orto botanico dell'università delle Hawaii Walter Wagner, laureato in Biologia nell'università californiana di Berkeley con la Fisica come campo di interesse secondario, un passato con studi legali e insegnante di matematica nei licei. La sua biografia più completa pubblicata online è citata in un sito che si occupa di ufologia, numerologia, cerchi nel grano e viaggi nel tempo. Nove anni fa Wagner aveva affermato senza ombra di dubbio che l'acceleratore di Brookhaven era una «macchina del Big Bang che avrebbe potuto distruggere la terra», osserva il fisico Carlo Bernardini, direttore della rivista divulgativa «Sapere». Paure come quella della fine del mondo, prosegue il fisico, sono particolarmente facili da alimentare perchè «si innestano su una generale paura della scienza. Il problema - secondo Bernardini - è che la maggior parte della gente rifiuta di accettare che qualunque tecnologia presenta dei rischi e che bisogna essere capaci di valutare e accettare il rapporto fra rischi e benefici». Ecco allora qualche cifra e qualche confronto per avere la dimensione di quello che accadrà oggi, quando i primi fasci di protoni percorreranno per la prima volta l'anello lungo 27 chilometri dell'Lhc: le collisioni fra particelle avverranno all'energia di 450 GeV, pari a quella di due automobili lanciate a 150 chilometri orari che si scontrano; nei giorni seguenti l'energia utilizzata nell'Lhc sarà aumentata a cinque Tev, pari a quella di due camion lanciati a 150 chilometri orari che si scontrano frontalmente; a regime l'energia di ciascun fascio di particelle salirà a sette Tev, pari a uno scontro frontale fra due treni ad alta velocità. I tanto temuti buchi neri si formano ogni secondo nell'universo causati dai raggi cosmici e si calcola che sulla Terra siano finora avvenuti 10.000 esperimenti naturali paragonabili a quelli che avverranno nell'Lhc. Infine, nei 4,5 miliardi di vita della Terra la natura ha già prodotto tante collisioni fra particelle quante ne possono produrre un milione di esperimenti condotti nell'Lhc.

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10/09/2008










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