La tragedia è avvenuta a Boccassette, località nei pressi di Porto Tolle, in un punto in cui il fiume Po si getta nell'Adriatico. Due bambini, di 8 e 10 anni, stavano facendo il bagno e si erano allontanati perchè la madre era intenta a guardare il terzo figlio più piccolo. La zona è interessata da notevoli correnti sottomarine che hanno subito messo in difficoltà i bambini. Priotto, che stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza con la moglie nella zona, se ne è accorto e si è gettato in mare per correre in aiuto ai bambini insieme con un altro bagnante, Mario Sardei, un vicentino di 60 anni. I due uomini hanno raggiunto i bambini che si erano allontanati troppo, li hanno afferrati e a forza di bracciate sono tornati con loro verso la spiaggia. Dopo averli portati a riva, Priotto, che stava risalendo, si è sentito male ed è caduto in acqua. Ha perso i sensi stroncato da un improvviso attacco cardiaco. La corrente lo stava portando via e una giovane di Loreo si è tuffata in mare per recuperare il corpo. Ma quando è stato trascinato a riva ormai non c'era più nulla da fare, il suo cuore aveva cessato di battere. Sconvolta la madre dei piccoli: «Lui ha dato la vita per i miei figli e non potrò mai sdebitarmi». La donna non sa darsi pace per quell'attimo di distrazione che ha fatto accadere la tragedia: i suoi figli sono vivi, ma la gioia per lo scampato pericolo è offuscata dal dolore per l' «eroe» che ha dato la vita per loro.
Romeo Priotto era originario di Baricetta (Rovigo) ed era tornato da pochi giorni nel suo paese natale per trascorrere le vacanze assieme alla moglie. «Sono sconvolto e contento solo a metà. La migliore delle ipotesi che si potevano verificare non è questa. Due bambini sono salvi, stanno bene. Ma mio padre non c'è più. Ora bisogna pensare al dopo» ha commentato Alessandro Priotto, figlio trentenne di Primo. «È l'epilogo a lasciarci sbigottiti, il gesto che ha compiuto, invece, fa parte del suo modo d'essere» ha detto Tino Bassi, 71 anni, che conosceva Primo Priotto «da almeno 25 anni». Erano amici, oltre che vicini di casa. Raccontando di quell'uomo «mite, gioviale, sempre disponibile con tutti e da tutti apprezzato». Dell'accaduto ora si sta occupando la polizia del luogo per chiarire i particolari della vicenda che ricorda molto da vicino un fatto analogo avvenuto l'anno scorso in cui un rumeno, Dragan Cigan, morì dopo essersi tuffato in mare a Jesolo e aver salvato due bambini.
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06/09/2008