«Non possiamo sospendere l'alimentazione - ha scritto la Regione al padre -. Il personale sanitario verrebbe meno ai suoi obblighi professionali e di servizio».
«È un altro ostacolo legale che dovremo superare - ha commentato papà Beppino, 67 anni, gli ultimi 10 trascorsi a trovare la strada per togliere la figlia da quella che lui definisce "non vita" -. E lo supereremo come abbiamo fatto con gli altri: per vie legali».
Se la decisione della Regione Lombardia ha immediatamente trovato favorevole il Vaticano, i legali Englaro preannunciano una dura battaglia legale. «La risposta della Regione è un atto gravemente illecito e lesivo del diritto a ricevere dall'ente pubblico i trattamenti sanitari conformati a quanto stabilito legalmente in sede giudiziaria - ha affermato l'avvocato e tutore di Eluana, Vittorio Angiolino - Eluana è in stato di incapacità aggravata e il rifiuto diventa rilevante anche dal punto di vista del codice penale per quanto riguarda la mancata esecuzione di provvedimenti del giudice».
Il legale critica, inoltre, la pretesa della Regione di decidere sui trattamenti invasivi della sfera personale, cancellando l'autonomia dei medici, fino a spingersi «a promettere eventuali sanzioni disciplinarì a quei dottori che intendessero metter in atto quanto stabilito da Corte di Cassazione e Corte di Appello».
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04/09/2008