A tradirli non è stato L., il coetaneo figlio di un esponente del clan Gionta fermato il giorno prima, ma i riscontri sui tabulati dei cellulari, e, alla fine di una giornata di interrogatori, le ammissioni «precise e circostanziate», come le definisce il questore di Napoli Antonino Puglisi, ed il riconoscimento di L. da parte di Sandra nel confronto all'americana.
Vai alla homepage
28/08/2008