Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO

la russia sfida la nato

Medved, con l'Occidente ormai è rotta di collisione

Il dato è tratto: il presidente Dmitri Medvedev ha accolto ieri la richiesta presentata il giorno prima dal Parlamento russo e ha firmato un decreto per il riconoscimento delle due repubbliche secessioniste georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud.

Georgia La risposta di Tblisi è stata immediata: è un'«annessione di fatto» da parte russa di una buona parte del territorio della Georgia.
E il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha sancito la «totale illegalità» dell'atto russo, accusando Mosca di «voler cambiare le frontiere europee con la forza». Ora Tbilisi può contare sulla solidarietà occidentale, compatta nel condannare il riconoscimento. Peraltro, non senza qualche imbarazzo per il precedente del Kosovo, molti timori e alcuni distinguo: le cancellerie europee, più che quelle di una amministrazione Usa di fine mandato, farebbero volentieri a meno di quella che si annuncia come una guerra fredda. Intanto le forze militari russe restano «a garanzia», in barba ai «ritiri immediati» in quello che è diventato un toto-data.


Nell'Unione Europea c'è chi come la Francia considera «deplorevole» l'avallo moscovita ai secessionisti ma chiede solo una risoluzione di condanna dei 27; chi, come la tedesca Angela Merkel usa toni più duri, analoghi a quelli americani che parlano di una mossa «assolutamente inaccettabile», ma segue la strada della risoluzione; chi invece, come il britannico David Miliband, vuole creare una coalizione contro l'«aggressione russa» in Georgia. La Cina, reduce dalla tregua diplomatica imposta dalle Olimpiadi, si esprime in modo sfumato, per «un dialogo fra le parti coinvolte». E un'America colpita in prima persona attraverso l'alleato Saakashvili, accusa la Russia di violare lo spirito e la carta dell'Onu. La Nato boccia il riconoscimento fatto da Mosca come una violazione dell'integrità territoriale georgiana, ma per i russi siede sul banco degli imputati, accusata di avere armato prima e di stare riarmando adesso, quello che il rappresentante permanente russo presso l'Alleanza atlantica Dmitri Rogozin definisce un nuovo Stalin.


La Russia, ha annunciato Rogozin, congelerà per i prossimi sei mesi i rapporti con la Nato. Mosca non risparmia toni minacciosi o strafottenti: Medvedev ha detto che la sua decisione è stata presa «a causa della situazione contingente, per evitare nuovi bagni di sangue». Ma ha aggiunto che le sue forze armate interverranno in caso di nuovi attacchi. Nel suo decreto si parla di cooperazione militare con le due entità, e anche di relazioni diplomatiche.
E il leader indipendentista dell'Abkhazia, Serghei Bagapsh, si è detto subito pronto a sotoscrivere un accordo militare con la Russia. Si è spinto oltre il collega sudosseto, Eduard Kokoity che vorrebbe ospitare una base permanente russa.

Vai alla homepage

27/08/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro