La ricerca si basa sulle osservazioni della sonda americana Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), equipaggiata con diverse fotocamere e con il radar altimetro Sharad (Shallow Radar), nato dalla collaborazione fra Italia, con Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e università di Roma La Sapienza, e il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. I canali sono visibili nel cratere dal diametro di 10,5 chilometri che si trova all'interno del grande cratere Newton.
Secondo i ricercatori nell'area oggi solcata da queste forti depressioni del terreno un tempo c'erano dei ghiacciai, sciolti in seguito all'oscillazione della temperatura. A sostegno dell'ipotesi, gli studiosi hanno messo a confronto queste strutture marziane con strutture molto simili che si trovano in una delle zone più suggestive dell'Antartide, le Dry Valleys.
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26/08/2008