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terrorismo

Strage di francesi in Afghanistan, ancora sangue in Algeria

In un'azione senza precedenti, quasi alle porte della capitale afghana, dieci soldati francesi delle Forze di Assistenza alla Sicurezza in Afghanistan (Isaf) a guida Nato, sono stati uccisi ed altri 21 feriti in un'imboscata dei taleban. È accaduto 50 chilometri a est di Kabul, nella località di Sarobi.

La reazione delle forze Nato, con l'impiego di aerei da caccia ed elicotteri da combattimento, ha provocato la morte di una trentina di taleban ed il ferimento di altri 30.
Si tratta dell'evento più sanguinoso per i militari francesi dall'attentato contro il palazzo di Drakkar, a Beirut, nel 1983, durante il quale furono uccisi 58 paracadutisti. L'imboscata dei taleban è avvenuta nel distretto di Surobi, dove fino a pochi giorni fa era attiva una Task force composta da circa 140 uomini del contingente italiano. Proprio il 5 agosto c'è stato infatti il cambio di comando tra Italia e Francia alla guida del Regionale command capital di Isaf ed il contingente di Parigi ha sostituito gli italiani anche a Surobi.
Un centinaio di taleban hanno partecipato all'agguato di Sarobi impiegando vari tipi di armamenti, dalle armi leggere ai mortai, ai razzi, in un'azione che è durata molte ore. È una circostanza che ricorda la terribile battaglia di Mogadiscio del 3-4 ottobre 1993, nella quale 18 marines statunitensi persero la vita, furono abbattuti due elicotteri (lo rievoca il film "Black Hawk down") e Bill Clinton fu spinto a ritirare le forze Usa dalla Somalia.
Nelle stesse ore anche una base di militari Usa è stata attaccata, per il secondo giorno consecutivo da attentatori suicidi, in prossimità della città di Khost, a 30 chilometri dal confine con il Pakistan, ma come l'altro ieri gli aggressori sono stati uccisi prima che entrassero in azione.
La Francia è sotto shock per i dieci militari uccisi. Così il presidente Nicolas Sarkozy non ci ha pensato un minuto di più, e, lasciando da parte il dossier Georgia, ha annunciato che sarebbe partito subito per Kabul per sostenere le sue truppe. «Dirò ai militari francesi - ha affermato - che il paese, duramente colpito, è al loro fianco, perchè la causa è giusta».
La causa - sottolinea Sarkozy, riaffermando la sua «totale determinazione» ad andare avanti - è «la battaglia contro il terrorismo, per la democrazia e la libertà». I francesi, con gli alleati, lottano per la pace in quel paese che - sottolinea il governo francese - «condiziona la stessa nostra sicurezza».
Ma il colpo è stato duro in Francia. La decisione di rafforzare di 700 soldati la presenza militare francese in Afghanistan portandola ai 3.000 di oggi - annunciata da Sarkozy al vertice della Nato a Bucarest, nell'aprile scorso - era stata duramente criticata dall'opposizione di sinistra.
Sarkozy era rimasto fermo sulle sue posizioni. È stata una «decisione strategica, a lungo riflettuta» quella di rafforzare il contingente francese, aveva detto il mese scorso ricevendo all'Eliseo il candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama.
 

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20/08/2008










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