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Spara per intimidire i ladri, ne colpisce uno alla schiena e lo uccide. I fatti si sono verificati attorno alle 3. Sono stati venti minuti di terrore quelli trascorsi l'altra notte presso la tabaccheria Cremonini in via Fossignano, nella periferia estrema di Aprilia.
Quattro banditi, probabilmente tutti romeni, hanno tentato un furto presso l'attività commerciale situata al piano terra di uno stabile di proprietà della famiglia Cremonini; è però scattato l'allarme che ha svegliato i proprietari. Mentre i romeni cercavano di portare via la refurtiva e di fuggire i residenti della palazzina si sono affacciati. «Non scendete altrimenti vi ammazziamo», hanno detto i banditi. E' stato in quel momento che Davide Mariani, 44 anni, ha imbracciato un fucile da caccia, regolarmente detenuto e ha iniziato a sparare alla rinfusa in aria per intimidire i malviventi. Un primo sparo ha ferito di striscio la moglie Daniela a una gamba e si è poi conficcato nel cemento del balcone. Altri due colpi hanno, invece, raggiunto alla schiena uno dei ladri, un romeno di 22 anni, Daniel Margineau, che ha tentato di proseguire la sua fuga arrancando fino al giardino situato nel retro e poi accasciandosi al suolo e esalando l'ultimo respiro. Gli altri componenti della banda sono riusciti a scappare, i due che facevano da palo per via Fossignano, forse verso Ardea, e un altro per i campi, nel retro della palazzina presa di mira. La refurtiva è stata tutta recuperata. Tre i sacchi colmi di sigarette che i banditi volevano portar via. Sconvolgenti le modalità del tentativo di rapina, i malviventi si erano organizzati alla perfezione: hanno sbarrato l'ingresso dell'area dove si trova la tabaccheria con dei vasi di fiori, con l'obiettivo di rallentare un'eventuale intervento delle forze dell'ordine, hanno poi serrato portoni e finestre con dei cavi del telefono spezzati per barricare in casa i proprietari del negozio e hanno infine lacerato con un enorme apri scatole la saracinesca della tabaccheria per entrare. Questo è stato il decimo colpo, in un anno e mezzo, ai danni degli esercizi commerciali della famiglia Cremonini. Ora i cittadini chiedono maggiore sicurezza. Pochi mesi fa, nello stesso quartiere, il presidente del consiglio comunale, Pio Nicolò, è stato derubato mentre dormiva con il resto della famiglia. La comunità dei romeni prende le distanze: «Io difendo i romeni che sono in difficoltà - dice Liliana Buca, presidente dell'associazione romena Dacia- non i delinquenti che devono pagare per le loro azioni criminose».
Raffaella Patricelli e Riccardo Toffoli
20/08/2008