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Licenziato Parla il macchinista accusato d'aver reso dichiarazioni mendaci sulla sicurezza dei treni

De Angelis: ho fatto solo il mio dovere

«Ho subito un'ingiustizia perché ho fatto solo il mio dovere nell'interesse di tutti, anche della stessa azienda». È in treno, diretto a Velletri, dove abita, Dante De Angelis, il macchinista licenziato dalle Ferrovie il 15 agosto scorso, senza aver potuto prendere servizio, per essere stato considerato colpevole di aver parlato di due Etr "spezzati" e di aver reso dichiarazioni alla stampa ritenute false dalle Ferrovie delle Stato.

Sta andando al Comune per ritirare e leggere la lettera di licenziamento. Per capire «se è effettivamente un licenziamento in tronco, se sono stato cacciato», racconta «ancora frastornato, come bastonato», dopo aver passato un fine settimana con la famiglia. E poi valuterà con un legale sul da farsi.
«Sono appassionato al mio lavoro che faccio da 30 anni» afferma De Angelis, che ha 47 anni ed è responsabile per la sicurezza della Rls anche se ora, dice, «mi sento un disoccupato». «Difendo le Ferrovie dai tempi dell'università - ricorda - quando combattevamo contro il taglio dei rami secchi, di quelle linee che oggi sono la risorsa principale delle Ferrovie, su cui viaggia il maggior numero di persone, i pendolari, e che dà più fatturato». Non vuole sembrare un romantico, De Angelis, ma parla del proprio lavoro e della propria azienda con grande passione, il perno su cui ruota l'attività e senza la quale, spiega, «il servizio non può migliorare e noi ci teniamo al lavoro, all'azienda e al servizio. Senza i ferrovieri e il loro attaccamento al lavoro le Ferrovie non funzionerebbero».

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19/08/2008










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