Sta andando al Comune per ritirare e leggere la lettera di licenziamento. Per capire «se è effettivamente un licenziamento in tronco, se sono stato cacciato», racconta «ancora frastornato, come bastonato», dopo aver passato un fine settimana con la famiglia. E poi valuterà con un legale sul da farsi.
«Sono appassionato al mio lavoro che faccio da 30 anni» afferma De Angelis, che ha 47 anni ed è responsabile per la sicurezza della Rls anche se ora, dice, «mi sento un disoccupato». «Difendo le Ferrovie dai tempi dell'università - ricorda - quando combattevamo contro il taglio dei rami secchi, di quelle linee che oggi sono la risorsa principale delle Ferrovie, su cui viaggia il maggior numero di persone, i pendolari, e che dà più fatturato». Non vuole sembrare un romantico, De Angelis, ma parla del proprio lavoro e della propria azienda con grande passione, il perno su cui ruota l'attività e senza la quale, spiega, «il servizio non può migliorare e noi ci teniamo al lavoro, all'azienda e al servizio. Senza i ferrovieri e il loro attaccamento al lavoro le Ferrovie non funzionerebbero».
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19/08/2008