«Accoglie circa mille persone. Non c'è luce, non c'è acqua e mancano i bagni», spiega l'esperta Ue, sottolineando che col milione di euro stanziato d'urgenza dall'Unione europea si stanno affrontando le esigenze «primarie» di circa 20 mila persone, attraverso la distribuzione di viveri, soprattutto farina, olio e zucchero, e beni di prima neccessità, come le coperte.
«A dare un'idea delle dimensioni di quello che sta avvenendo basti pensare che ieri è stata allestita una tendopoli per gli sfollati nelle vicinanze dell'aeroporto di Tbilisi e che stamattina era già piena», spiega Cavini. «Il numero di centri di accoglienza aumenta ogni minuto», racconta l'esperta umanitaria Ue, sottolineando che cresce «la pressione» umanitaria sulla capitale georgiana, mentre le agenzie internazionali continuano a non avere informazioni sulle condizioni umanitarie in Ossezia del Sud e nella città di Gori.
Proprio alle porte di Gori, città controllata dai russi, è arrivata una delegazione europea composta da Eric Fournier, ambasciatore francese in Georgia, (la Francia detiene la presidenza di turno dell'Ue) e dall'europarlamentare Marie Anne Isler Beguin, in missione nella regione a nome dell'Euroassemblea. Fournier ha detto che a Gori la situazione umanitaria è «drammatica».
La delegazione è stata ieri a Kaspi, dove gli abitanti hanno raccontato che i russi hanno minato i ponti per le autovetture dopo avere, stando alle accuse di Tbilisi, fatto saltare in aria oggi il ponte ferroviario della linea verso Tblisi. «Fermate i russi prima che arrivino a Tblisi», è l'appello urgente lanciato dall'europarlamentare.
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17/08/2008