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Paura A Gori la situazione umanitaria è «drammatica»

I profughi scappano a Tbilisi «Arrivano anche in ciabatte»

Il flusso di sfollati verso Tbilisi non si arresta. Finora sono 60.000 le persone che si sono rifugiate nella capitale georgiana per fuggire agli scontri armati e la situazione è «diffile».
«Arrivano anche in ciabatte - racconta Daniela Cavina, una delle esperte di Echo, l'Ufficio umanitario della Commissione europea che sta operando nella zona di Tbilisi - Scappano lasciando tutto e adesso stanno cominciando anche ad arrivare le persone che si erano fermate da parenti e amici, che ora non sono più in grado di sostenerli», spiega Cavini, dopo avere visitato in mattinata una delle numerose vecchie caserme ex sovietiche, che ora fungono da improvvisati campi di accoglienza per gli sfollati.


«Accoglie circa mille persone. Non c'è luce, non c'è acqua e mancano i bagni», spiega l'esperta Ue, sottolineando che col milione di euro stanziato d'urgenza dall'Unione europea si stanno affrontando le esigenze «primarie» di circa 20 mila persone, attraverso la distribuzione di viveri, soprattutto farina, olio e zucchero, e beni di prima neccessità, come le coperte.
«A dare un'idea delle dimensioni di quello che sta avvenendo basti pensare che ieri è stata allestita una tendopoli per gli sfollati nelle vicinanze dell'aeroporto di Tbilisi e che stamattina era già piena», spiega Cavini. «Il numero di centri di accoglienza aumenta ogni minuto», racconta l'esperta umanitaria Ue, sottolineando che cresce «la pressione» umanitaria sulla capitale georgiana, mentre le agenzie internazionali continuano a non avere informazioni sulle condizioni umanitarie in Ossezia del Sud e nella città di Gori.
Proprio alle porte di Gori, città controllata dai russi, è arrivata una delegazione europea composta da Eric Fournier, ambasciatore francese in Georgia, (la Francia detiene la presidenza di turno dell'Ue) e dall'europarlamentare Marie Anne Isler Beguin, in missione nella regione a nome dell'Euroassemblea. Fournier ha detto che a Gori la situazione umanitaria è «drammatica».
La delegazione è stata ieri a Kaspi, dove gli abitanti hanno raccontato che i russi hanno minato i ponti per le autovetture dopo avere, stando alle accuse di Tbilisi, fatto saltare in aria oggi il ponte ferroviario della linea verso Tblisi. «Fermate i russi prima che arrivino a Tblisi», è l'appello urgente lanciato dall'europarlamentare.

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17/08/2008










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