L'uomo è accusato di essere l'organizzatore di un traffico di armi tra l'Italia e la Bosnia. L'arresto è arrivato a pochi giorni da quello di Paolo Nirta, anche lui coinvolto - secondo gli inquirenti - nel massacro avvenuto in Germania un anno fa.
L'operazione è stata condotta dalle Squadre mobili della Questura di Reggio Calabria e di Roma che hanno rintracciato l'uomo ad Aprilia, in provincia di Latina.
Il 30 agosto dello scorso anno gli agenti avevano arrestato, nella stessa città, due persone che sarebbero collegate al clan Vottari-Pelle-Romeo. Si trattava di Mario Di Bonito e Maria Rita Paone, entrambi accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso e tentativo di introdurre sul territorio nazionale armi da guerra.
«Alla cattura di Antonioli si è arrivati con un lavoro di intelligence che ha consentito, dopo un anno, di mettere fine alla latitanza di un elemento di spicco del clan, ma sopratutto di mettere un punto fermo nel traffico di armi proveniente dai paesi dell'Est» - ha detto Renato Cortese, capo della Squadra mobile di Reggio Calabria - «Antonioli era l'uomo a cui si rivolse Marco Marmo, ucciso nella strage di Duisburg, per acquistare un Kalashnikov che sarebbe servito per uccidere in un attentato Gianluca Nirta, capo indiscusso della famiglia Nirta-Strangio».
Secondo gli inquirenti, l'attentato fallito a Nirta che nel 2006 costò la vita alla moglie Maria Strangio, fu la goccia che fece traboccare il vaso e la strage di Duisburg fu la risposta.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è complimentato con il Capo della Polizia, il Prefetto Antonio Manganelli, per l'importante operazione: «L'arresto di Antonioli, considerato l'armiere della cosca di San Luca, cade a una anno dalla strage di Duisburg e testimonia, ancora una volta, l'impegno incessante delle forze dell'ordine nella lotta alla criminalità organizzata».
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13/08/2008