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Reazioni Il presidente Saakashvili: «Restate e difendete l'onore». Gli sportivi intenzionati a tornare a casa per proteggere la patria

Gli atleti georgiani volevano lasciare le Olimpiadi

John Voice
La guerra in Georgia piomba sui Giochi olimpici. L'intervento militare della Russia nella regione dell'Ossezia del sud per respingere l'attacco di Tbilisi contro gli autonomisti osseti, getta un ombra di angoscia sui 35 atleti georgiani presenti in Cina, che arrivano a minacciare il ritiro da Pechino.

In questa situazione è più che comprensibile che lo sport passi in secondo piano. «Siamo preoccupatissimi, anche perchè mentre il bilancio delle vittime si aggrava, da oltre un'ora non riusciamo a telefonare a casa: le linee sono interrotte e anche i telefonini non funzionano», aveva spiegato nel primo pomeriggio l'addetto stampa della delegazione georgiana. Gli atleti georgiani vogliono lasciare Pechino e rientrare in patria a causa del conflitto nell'Ossezia del Sud. Il presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, ha chiesto agli atleti georgiani presenti a Pechino per le Olimpiadi di «restare e lottare per l'onore del Paese».
L'Unione Europea segue con grande preoccupazione e attenzione gli sviluppi militari in Georgia e si sta mobilitando per contribuire ad un immediato «cessate il fuoco» e all'avvio di negoziati tra le parti. «Ci sono contatti in corso con i partner che potrebbero portare alla convocazione di una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri della Ue nei prossimi giorni», affermano fonti della presidenza francese. La Francia, comunque, in qualità di presidente di turno Ue, ha chiesto formalmente alla Russia di accettare l'offerta di cessate il fuoco georgiana.
Cresce comunque la pressione sulla Ue perché eserciti un ruolo attivo e non solo di osservatrice. Il presidente della Polonia e i presidenti delle tre ex Repubbliche sovietiche Estonia, Lettonia e Lituania hanno lanciato un appello alla Ue e alla Nato perchè intervengano contro «la politica imperialista» della Russia contro lo stato «sovrano e indipendente» della Georgia. Anche la Svezia, che tradizionalmente svolge un ruolo chiave nei rapporti con la Russia, ha chiesto una forte iniziativa europea: il ministro Bildt ha evocato Hitler per denunciare l'attacco della Russia alla Georgia, definito «un'aggressione incompatibile con il diritto internazionale». Mentre, in Italia, il premier Silvio Berlusconi sta seguendo l'evolversi della situazione in Georgia, in contatto con il ministro degli Esteri Franco Frattini. Un rappresentante della Ue (l' esperto per il Caucaso del sud, lo svedese Peter Semneby) è partito per la Georgia insieme a rappresentanti degli Usa, dell'Osce e della Nato per valutare lo stato della situazione. Ieri sono frattanto proseguiti i contatti dell'Alto rappresentante della politica estera della Ue Javier Solana che ha avuto colloqui telefonici con il presidente dell'Ucraina Viktor Iushenko e con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.

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10/08/2008










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