La pista sarebbe stata suggerita da un agente di Scotland Yard, che con una mail del 3 marzo scorso la segnalò alla contea di Leicester, titolare delle indagini in Inghilterra. Nella mail si legge: «All'intelligence risulta che una rete di pedofili belgi ordinò il rapimento di una bambina di tre anni tre giorni prima del sequestro».
Successivamente, secondo il testo, «una persona collegata con l'organizzazione vide Maddie, le scattò una foto e la spedì in Belgio. La bimba fu giudicata adatta e fu rapita».
Più di un mese dopo, secondo quanto riferito dalla stampa britannica, la segnalazione fu inoltrata agli inquirenti portoghesi che seguirono questa traccia attraverso l'Interpol, ottenendo informazioni da Belgio, Gran Bretagna, Finlandia e Germania.
Ma l'ipotesi fu poi archiviata perché, secondo il poliziotto responsabile dell'indagine Paulo Rebelo le informazioni raccolte «mancavano di credibilità».
Una nuova tragica rivelazione, dunque, a due giorni dalla testimonianza della donna che ha raccontato di aver parlato con Maddie ad Amsterdam a fine maggio.
Tanti dubbi che fanno naufragare sempre più la possibilità di fare luce su questa vicenda.
Una tragedia iniziata il 3 maggio 2007, quando la piccola è scomparsa da un villaggio turistico nel sud del Portogallo dove si trovava in vacanza con la famiglia.
Da quel giorno è iniziato l'incubo per i coniugi McCann, sospettati addirittura dagli inquirenti di essere invischiati con la sparizione di Maddie e poi scagionati. Loro non si sono mai dati pace, portando avanti una vera e propria campagna di ricerca privata, continuando a sperare e a distribuire le foto di Maddie via mail. Così quel sorriso dolcissimo e quei grandi occhi verdi hanno fatto il giro del mondo.
Intanto, dopo essere stato citato dalla stampa inglese, il portavoce del Tribunale Belga Lieve Pellens ha chiarito di «non aver mai ricevuto alcuna informazione dagli inquirenti britannici e portoghesi sulla pista dei pedofili belgi».
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08/08/2008