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Direzione strategica Latitante finisce in cella per caso

Dall'Autonomia alle Br

La militanza di Marina Petrella nasce in famiglia. Il fratello Stefano è organico alle Brigate Rosse, entrambi vengono dall'ala dura dell'Autonomia romana e si ritrovano clandestini nella Colonna romana guidata da Brabara Balzarani. Stefano Petrella ha due condanne al carcere a vita: per l'omicidio di Roberto Peci, fratello del pentito Patrizio, e al Moro-ter.

Marina, nome di battaglia «Virginia», viene arrestata nel 1979, scappa dal soggiorno obbligato, braccio destro della Balzerani, fa parte della Direzione Strategica. Ergastolo al processo Moro-ter, la sua abitazione parigina è stata perquisita anche per un'inchiesta su Maj, leader del Carc. Coinvolta nelle indagini sul sequestro del giudice Urso, è cosiderata una «irriducibile» del Partito Guerriglia. Ha condanne per il sequestro e l'uccisione di Aldo Moro, e altri omicidi.
La vicenda giudiziaria di Marina Petrella comincia il 21 agosto dell'anno scorso, quando si reca in commissariato ad Argenteuil, dove abita da anni, per una banale pratica burocratica, viene riconosciuta come ricercata e arrestata. Nei mesi successivi la famiglia, supportata dall'avvocato Irene Terrel, presenta tre richieste di libertà provvisoria, ma il 14 dicembre 2007 la Corte d'appello di Versailles dà l'ok all'estradabilità in Italia, confermata nel marzo 2008 dalla Cassazione francese.

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06/08/2008










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