Perché il fenomeno è tanto difficile da contrastare?
«Iniziamo col dire che in Italia non si è mai visto all'interno della comunità islamica un movimento massiccio di condanna al terrorismo islamico».
Crede esista un'affinità tra Br e estremismo islamico?
«Tra gruppi terroristici c'è sempre affinità e possono correre tratti di strada insieme per convenienza. In questo caso si riscontra un dato: il terrorismo rosso si è sempre opposto agli Stati Uniti, e anche l'estremismo islamico indica gli Usa e l'Occidente come il nemico».
La politica cosa può fare?
«La Lega su questo tema ha fatto più di una battaglia. Del resto le moschee a volte possono divenire realtà pericolose. Certo, il lavoro sul campo lo deve fare la polizia e lo fa bene. Dal punto di vista legislativo, invece, ci impegnamo per fare in modo che chi arriva sul nostro territorio si integri nel rispetto delle nostre regole, costumi e tradizioni».
Poi?
«L'insediamento delle moschee ha assunto una complessità tale che è giusto sia regolamentato. Presenteremo una legge a settembre, bisogna lavorare sul rispetto delle regole. Per esempio il sindaco di Novara, quando dovette spostare la moschea della sua città, ottenne la sottoscrizione di un impegno al rispetto di tutte le nostre leggi».
Il ruolo della Consulta islamica aiuta?
«Quella di istituire la Consulta non è stata una buona idea per due motivi: il problema del mondo islamico è che non riesce a darsi una rappresentanza; ne fanno parte organismi come l'Ucoii».
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02/08/2008