È entrata nella sua camera, ha visto la finestra aperta con una sedia davanti e si è subito spaventata. Corsa in cortile, lo ha trovato sul selciato quando ormai non c'era più nulla da fare. Lo ha descritto come un ragazzo riservato ma che quest'anno aveva avuto due forti delusioni: la bocciatura in quarta ginnasio e la rottura del fidanzamento con una compagna di scuola.
Il ragazzo abitava con la mamma, di 47 anni, e con la sorellastra di 24 anni nata da una precedente relazione della donna. Nessuna delle due però era in casa in serata. Il padre, che non vive con loro, è arrivato non appena avvertito di quello che era successo. Su un sito al quale si era iscritto, il giovane ha elencato come interessi i film, la musica, gli amici, Internet e i computer scegliendo come nickname quello di StJimmy, forse in riferimento a una canzone dei Green Day. «Sono il santo patrono del rifiuto - canta il ritornello - con una faccia da angelo e il gusto per ciò che è suicida».
E mentre una giovanissima vita viene stroncata dal male di vivere un uomo di 103, altrettanto «stanco di vivere», come lui stesso ha spiegato, ha tentato di uccidersi ma è stato salvato. Si è buttato in Arno a Firenze, ma l'hanno visto decine di persone e due poliziotti a cavallo lo hanno salvano. «Sì, è vero, mi sono gettato nel fiume perché volevo morire, non voglio più campare, sono stufo. Volevo farla finita» conferma l'ultracentenario, un ex contadino originario di San Fele (Potenza), da una corsia del pronto soccorso dove l'hanno ricoverato.
Ha un filo di voce ma è lucido e le sue condizioni di salute sono buone. Ieri, dopo aver fatto colazione, è uscito dalla casa di riposo di Firenze che lo ospita dal 1969, ha raggiunto una fermata dell'autobus e si è recato nella zona di Isolotto. Qui ha deciso di gettarsi nell'Arno, all'altezza della passerella pedonale per il parco delle Cascine. «Nel gettarmi mi sono parato il volto con un braccio - racconta ancora - credevo di morire subito e invece quando ho riaperto gli occhi ho visto intorno a me tante persone». Tra queste c'erano anche due poliziotti a cavallo, che hanno legato gli animali agli alberi e si sono tuffati per riportare l'uomo a riva. Per lui non è ancora l'ora di morire.
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27/07/2008