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Parla l'ex questore di Palermo che si insedierà al primo piano di San Vitale il prossimo 20 agosto

Caruso: «Più uomini in strada»
Nel palmares La lotta contro Cosa Nostra culminata con l'arresto dei Lo Piccolo

Maurizio Piccirilli
m.piccirilli@iltempo.it
Da Palermo a Roma. Un viaggio che in polizia ha precedenti illustri ma Giuseppe Caruso il trasferimento lo ha preso con modestia e spirito di servizio come è nel suo stile: semplice e concreto nell'azione.

Il questore prenderà possesso dell'ufficio al primo piano a San Vitale il prossimo 20 agosto. Sostituisce Marcello Fulvi promosso prefetto a Sassari.
Il nuovo «Quarto 1» Giuseppe Caruso ha un palmares di tutto rispetto nella lotta a Cosa Nostra culminato con la cattura dei Lo Piccolo.
«Sono molto gratificato di questo nuovo incarico. Roma è una realtà complessa che vedrò di affrontare con il dovuto impegno e soprattutto con l'aiuto dei miei collaboratori. Più le realtà sono complesse maggiore deve essere il gioco di squadra. Io conto molto sul gioco di squadra».
A Roma sembra scoppiata l'emergenza crimine diffuso. Cresce l'insicurezza tra i cittadini. Come pensa di affrontare questo problema?
«Quanto già ideato dal capo della Polizia Manganelli con la riorganizzazione delle squadre mobili dedicando un'intera sezione ai reati di strada, permetterà di affrontare questa emergenza con più determinazione. È mia intenzione di fornire più uomini possibile a questa nuova sezione operativa. Questo ci permetterà di andare incontro alle necessità dei cittadini che sono poi i nostri veri datori di lavoro a cui noi dobbiamo rispondere».
A Palermo è andato in televisione promuovendo uno spot contro il pizzo. Ha già qualche idea su come andare incontro ai cittadini?
«Quando ero a Milano adottai una formula che penso vada bene anche nella Capitale. Una volta a settimana, insieme ai vertici dei carabinieri, dalla Polizia municipale e del dirigente del commissariato di zona incontravo le associazione dei cittadini. Uno scambio di informazioni che consentiva a noi forze dell'ordine di mirare gli interventi e modularli a seconda delle problematiche che emergevano in quegli incontri».
Più telecamere o più poliziotti per strada?
«Meglio tutte e due e soprattutto entrambi in gran numero. Le telecamere aiutano molto nella fase repressiva e delle indagini. A Palermo grazie ai sistemi di video sorveglianza abbiamo risolto il 93% delle rapine in banca. Il poliziotto per strada è poi l'aspetto umano. Grande è l'importanza della divisa nell'infondere sicurezza alla gente».
Immigrazione, problema rom....
«Il governo ha fornito sotto questo aspetto gli strumenti giusti per operare. Ora di alibi ce ne sono pochi. C'è tanto da lavorare. E lavoreremo».

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26/07/2008










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