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Caro Alemanno, rendiamo la capitale più a misura dei giovani

Qualche giorno fa ho scoperto che per molti giovani la città più bella del mondo è Londra, così come la meta più glamour in Europa per una vacanza è Barcellona. La notizia era sparata da uno dei tanti blog che si trovano su internet. Secondo i commenti di questi ragazzi Roma è sì bella ma carente in servizi ed organizzazione.

"A Londra - dicono - puoi fare e vedere quello che vuoi e trovare facilmente lavoro", così come a Barcellona spendi poco e vivi meglio, lavori e studi facilmente.
L'orgoglio di essere romani non si può limitare ad una faccenda da stadio, ma ci deve solleticare quando l'immagine della città eterna da sola non basta a garantire lo sviluppo e la sostenibilità della nostra capitale. In effetti negli ultimi anni sembra che a Roma di eterno sia rimasto soltanto il debito che ormai è arrivato a ben 7 miliardi di euro, mentre il famoso Modello Roma ha mostrato tutte le sue velleità.
Roma è una città giovane, ha un grande polo universitario che si avvale di 9 atenei che ha prodotto circa 35.000 laureati. Abbiamo le radici necessarie per puntare sul rinnovamento e sfruttare il nostro potenziale per diventare grandi produttori di contenuti ad alto standard tecnologico. Dal Polo del Tiburtino all'audiovisivo, scommettere sul rinnovamento significa stringere un patto forte tra università, imprese e territorio.
Inutile parlare di meritocrazia e sviluppo se non si ha la lungimiranza di investire su una classe dirigente giovane sia nel pubblico che nel privato. Risolvere velocemente i grandi problemi infrastrutturali, orientarsi sulla produzione di servizi, da un lato turistici e dall'altro tecnologici, significa liberare nella città migliaia di posti di lavoro, molti dei quali qualificati. E' sul lavoro che ci giochiamo molte delle nostre carte per la realizzazione di una effettiva mobilità sociale nella capitale, potenziando la cultura del fare e dell'impresa sin dalle scuole e incentivando l'occupazione femminile.
Se sei giovane e vuoi lavorare a Londra trovi quello che cerchi. Fin da piccoli si cresce in un ambiente dove esiste una radicata cultura del lavoro, così com'è normale per un giovane andare via da casa a 18 anni. La politica abitativa realizzata dal centrosinistra ha finito per andare contro i giovani. Infatti, in una città in cui si sono progettati milioni di metri cubi, le giunte Rutelli-Veltroni non sono state capaci di realizzare una politica degli affitti tale da promuovere un facile accesso alla casa.
Rendere Roma a misura di giovani significa dare una spinta propulsiva e vitaminica non solo alla Capitale ma anche a tutto il territorio nazionale. Questa è la grande sfida che attende Alemanno, questo è quello che i romani si aspettano da una giunta così giovane ed innovativa. Il sindaco ha due ostacoli da superare: l'enorme debito pubblico che pesa sulle spalle di tutti i cittadini e il superamento di quelle logiche che in questi anni hanno remato contro il nostro effettivo sviluppo economico. La sfida per lui e per noi si chiama crescita. La freccia al suo arco si chiama Roma Capitale.
*Deputato Pdl

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26/07/2008










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