POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO

la camorra punta il calcio

Casalesi a gamba
tesa sulla Lazio

Casalesi a gamba tesa sulla Lazio. Un intervento scorretto e sanzionabile con il «rosso» diretto su un campo di calcio. Nel mondo della criminalità probabilmente non basta nemmeno un 41 bis

Chinaglia [...] visto che uno dei capi del gruppo di Casale di Principe versa in quel regime carcerario. Ma il clan più feroce e organizzato della camorra sa come fare la squadra: così per sondare la diffidenza della piazza e per tentare la scalata ai vertici fino all'acquisizione della Lazio, rigorosamente con danaro riciclato, hanno scelto un uomo-simbolo della gloriosa società biancoceleste: Giorgio Chinaglia, il gigante buono, l'idolo della Nord, il Long John un po' al sapore di Galles e un po' all'odore di whisky.


Da ieri, però, Chinaglia è destinatario, insieme con altre nove persone, di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Roma Guglielmo Muntoni. L'accusa per tutti è di riciclaggio. Sette gli arresti effettuati mentre tre risultano ancora latitanti: tra loro c'è il popolare ex calciatore. In cella sono finiti Guido Di Cosimo, luogotenente romano dei Casalesi, il commercialista Errico Bruno, il bancario viterbese Mario Pasculino, l'avvocato Arturo Ceccherini, Giancarlo Benedetti e Giuseppe Bellantonio. Oltre Chinaglia, risultano ancora latitanti anche Zoltan Szlivas, cittadino ungherese, e un terzo uomo del quale, però, gli inquirenti non hanno rivelato il nome.


Corredato da minacce in stile mafioso, il progetto è stato smascherato dagli uomini della Guardia di Finanza e della Digos di Roma, che hanno aperto una nuova tranche all'inchiesta partita nell'ottobre del 2006. A capo dell'operazione studiata dal clan, Giuseppe Diana, esponente dei Casalesi e attualmente detenuto nel carcere di Opera a Milano perché coinvolto nel processo «Spartacus». Titolare di una società che distribuisce gpl nel Casertano, Diana propose alla Lazio alcune sponsorizzazioni per le partite di Coppa Uefa e di Coppa Italia. Lotito le respinse poiché gli parvero subito anomale: infatti, gli emissari del camorrista intendevano pagare somme ingenti (fino a 2 milioni di euro) solo con soldi in contanti.


Il clan di Casale di Principe, però, ha proseguito nel suo progetto di acquisizione della società calcistica. Il secondo tentativo, che ha coinvolto l'ex stella della Lazio, Giorgio Chinaglia, consisteva nel riciclare soldi della camorra in Italia partendo dall'Ungheria e passando per la Svizzera. I Casalesi hanno messo in atto un'azione speculativa sul titolo della società biancoceleste. In questa strategia «Long John» aveva il compito di rilasciare dichiarazioni con le quali annunciava l'interesse di una società farmaceutica ungherese all'acquisto della Lazio.


Però, nel 2006, la Consob intervenne chiedendo conferme alla società magiara che smentì l'interessamento. E Chinaglia venne accusato per aggiotaggio. Nella vicenda un ruolo attivo ebbero anche gli Irriducibili, frangia ultrà del tifo laziale, che, a più riprese, nel corso del 2005, misero in atto contestazioni alla gestione societaria del presidente Lotito, giungendo anche a minacciarlo e a tentativi di estorsione sui quali è attualmente in corso il processo di primo grado. Peraltro c'è da sottolineare la dichiarazione del responsabile della Digos di Roma: «Al momento non c'è nessuna prova - ha detto Lamberto Giannini - che tifosi della Lazio fossero al corrente della provenienza di questo denaro». Nell'intera operazione i Casalesi hanno movimentato circa 24 milioni di euro: di questi solo due sono stati sequestrati. Secondo l'accusa proprio Chinaglia li avrebbe dovuti trasferire, in tre tranche, su dieci diversi conti presso l'ex San Paolo-Imi. Di quel denaro, però, nemmeno il profumo. Secondo le Fiamme Gialle il clan campano ha avvicinato anche altre società calcistiche, di serie inferiori (si parla della Maremmana di Montalto di Castro) o estere.
 

Vai alla homepage

Marino Collacciani

23/07/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro