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La storia di un personaggio controverso

Long John: un dribbling interminabile tra whisky e truffe, presidenze e proclami falliti

La sua vita non può definirsi certo tranquilla. Forte, potente, magari un po' ruvido da calciatore, più abituato agli slalom e alle acrobazie nella vita privata, da quando l'ex idolo laziale ha appeso gli scarpini al chiodo.

Chinaglia Giorgio Chinaglia, 61 anni, è bandiera indiscussa del tifo biancoceleste e leader della squadra che vinse lo scudetto nel 1974. Long John, soprannominato così perché è nato in Galles da genitori lì emigrati, è passato attraverso i gestacci al Mondiale in Germania 1974 a Valcareggi per una sostituzione alle effimere glorie dei Cosmos nel campionato americano: ma c'è sempre la Lazio nel suo destino, dal primo trionfale ritorno a Roma quando acquisì il club nel 1985, al tentativo di prelevare la squadra di Lotito. In mezzo la sua residenza newyorkese e i continui viaggi per l'Europa e non pochi problemi giudiziari culminati ieri con l'ordinanza di custodia cautelare. Chinaglia, che è tuttora latitante, era stato raggiunto da una prima ordinanza in carcere due anni fa nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata alla Lazio.


I suoi primi guai con la giustizia risalgono al 1996, quando fu condannato a due anni di reclusione dai giudici del Tribunale di Roma per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio per fatti risalenti agli anni 1986-87 e riconducibili alla gestione della Fin Lazio. Nell'ottobre del 2000 Chinaglia diventa presidente del Foggia acquistato dal finanziere romano Marco Russo e lo resterà sino al marzo 2001. Poi l'ad del Foggia viene arrestato insieme con altre persone in un'inchiesta sul riciclaggio che coinvolge anche l'ex campione.


Chinaglia rispunta nel luglio del 2004 con l'acquisizione del Lanciano che milita in C1. Nell'ottobre del 2005 torna alla carica per la Lazio annunciando l'interessamento di un gruppo ungherese, ma Lotito resiste. Fino a quando ad aprile oltre alla Procura di Roma anche quella di Milano apre un fascicolo di inchiesta per aggiotaggio sulla scalata in borsa alla Lazio tramite la mediazione di Giorgio Chinaglia. Nella primavera del 2006 viene iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di riciclaggio, con l'aggravante di aver agevolato l'attività della camorra.

Nell'ottobre dello stesso anno il nucleo valutario della Guardia di Finanza ha richiesto un'ordinanza di custodia cautelare ai danni di Chinaglia per estorsione edaggiotaggio, nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica di Roma sulle irregolarità nella scalata alla SS Lazio (dovrebbe pagare anche una multa di 4,2 milioni). Il reato contestato all'ex calciatore è quello di riciclaggio per conto del clan camorristico appartenente alla famiglia dei Casalesi.

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23/07/2008










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