Sembra vivere con sollievo la notizia anche la maggioranza dei serbo bosniaci, che fanno capo al premier della Republika Srpska (Rs, entità a maggioranza serba di Bosnia), Milorad Dodik: Karadzic, l'ex leader dei serbi di Bosnia, è stato arrestato in Serbia e verranno ora meno le pressioni internazionali sulla Rs, che portava come un palla al piede l'accusa dalla comunità internazionale di non collaborare con il Tribunale internazionale dell'Aja (Tpi). Per i musulmani, come ha detto l'attuale presidente della presidenza tripartita bosniaca, Haris Silajdzic, la cattura di Karadzic «ci fa ritrovare la fiducia nella giustizia, è un sollievo per le famiglie delle vittime».
Soddisfatti anche a Bruxelles. I ministri degli esteri della Ue hanno definito l'arresto per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità di Radovan Karadzic da parte delle autorità serbe «una pietra miliare» nel processo di integrazione europea della Serbia, ma non sono riusciti a sbloccare oggi la ratifica dell'Accordo di pre-adesione 'Asà, che è stato firmato e subito congelato nell'aprile scorso in attesa della piena cooperazione di Belgrado con il Tribunale dell'Aja. Anche la Nato, le cui bombe misero fine nel 1999 alla lunga stagione di sangue nei Balcani, ha definito la cattura di Karadzic «un'ottima notizia». «Il futuro stabile e prospero dei Balcani può essere costruito soltanto sulla giustizia e la riconciliazione», ha commentato il segretario generale Jaap de Hoop Scheffer. Anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha definito l'arresto di Karadzic come «Un momento storico per le sue vittime, che hanno aspettato tredici anni che fosse portato di fronte alla giustizia. Un arresto che - ha proseguito il segretario - consentirà al tribunale Penale internazionale di avvicinarsi al completamento del suo mandato e di portare giustizia alle vittime degli atroci crimini commessi».
La Casa Bianca si è congratulata con la Serbia per la cattura del criminale di guerra Radovan Karadzic, affermando che questo arresto rappresenta il miglior «omaggio» alle vittime delle atrocità perpetrate.
La Russia si mette fuori dal coro delle lodi per l'arresto in Serbia dell'ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, chiedendo lo smantellamento del Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra (Tpi).
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23/07/2008