Quei soldi, in base ad alcune indiscrezioni, sarebbero stati racimolati dalla vittima inseiem con due amiche durante la festa organizzata per la notte dei Fuochi del Redentore, al Lido di Venezia.
Techno «a palla», come dicono i giovani di oggi (e a Venezia per il rave-party erano 1.500); musica diffusa dai camion (e va bene anche se erano tre, e piuttosto visibili); pusher a ogni angolo e bibite superalcooliche vendute come acqua fresca. Possibile che tutto questo sia passato inosservato. Così la magistratura ha deciso di vederchi chiaro: ha disposto uno stralcio all'inchiesta per capire se l'evento, pubblicizzato via internet su un sito (ieri oscurato) fosse stato autorizzato e se le forze dell'ordine abbiano controllato quanto stava accadendo sulla spiaggia dei Murazzi.
Pronta la precisazione del questore di Venezia, Carlo Morselli: i servizi di Polizia predisposti per quella notte «hanno fatto sospendere 4-5 feste che destavano sospetto», ma nessuna segnalazione era giunta su un raduno ai Murazzi. Nessun cartello ne indicava l'esatta ubicazione, per giunta in un'area dell'isola che si raggiunge non agevolmente.
Per ora il fascicolo aperto dal pm ipotizza il reato di morte come conseguenza di altro delitto, quello di spaccio di stupefacenti. Una svolta nelle indagini potrebbe venire dall'esito dell'interrogatorio al quale sono sottoposte dal primo pomeriggio di ieri le due amiche di Nicole.
Gli investigatori stanno nel frattempo ricostruendo la figura di Nicole Pasetto, una giovane - definita da tutti seria e studiosa - che si trovava in vacanza con la famiglia a Sottomarina. Gli amici hanno raccontato che insieme alla sua compagnia, formata in larga parte di minorenni, la ragazza si recava ogni sabato sera in discoteca.
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22/07/2008