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Gabriele Santoro g.santoro@iltempo.it Cammina chilometri di ...

Gabriele Santoro
g.santoro@iltempo.it
Cammina chilometri di lacrime per i viali del Policlinico Caterina Trivigno, al braccio dei suoi cari. Suo figlio Rocco è morto a vent'anni da poco più di 24 ore, travolto da un clandestino con la polizia alle calcagna all'incrocio tra via Nomentana e viale Regina Margherita.

L'altra figlia, Valentina, 22 anni, ha appena lasciato il pronto soccorso. È stata trasferita a Chirurgia d'urgenza, in reparto. Anche il fidanzato Nicola Telesca, 25 anni, arrivato l'altra notte all'Umberto I più malconcio della ragazza è stato operato e sta meglio: 48 ore al massimo e raggiungerà in reparto la sua Valentina. I medici sono ottimisti: sono entrambi stabili e coscienti, le loro condizioni vanno migliorando. Chi non migliora è Caterina. Già da prima delle 9 del mattino i Trivigno, i loro amici e i parenti arrivati da Accettura, in Basilicata, hanno scelto come base d'appoggio le scale del pronto soccorso. La mamma, su un muretto, alterna calma livida e scoppi di disperazione. Le accarezzano i capelli, le ginocchia. Il marito l'abbraccia, piange. Cala il gelo quando due dipendenti dell'ospedale al volante dei loro carrelli da trasporto si urtano tra loro per gioco. Passa un furgone, come quello del moldavo: altro brivido. Lo straniero, Ignatiuc Vasile, è dietro le sbarre. Il pm gli contesta l'omicidio volontario, già domani potrebbe essere sentito dal gip. Clandestino, l'espulsione fu sospesa perché la moglie era incinta. Giustizia, non rabbia, ripeteva l'altro giorno la famiglia. Ma sul muretto dell'ospedale non si parla di Vasile. Da quel muro Caterina parte per le sue passeggiate nel dolore al braccio dell'amica, poi dell'altra figlia Licia. Grida il nome di Rocco: «Me l'hanno tolto - ripete - La perla della casa ho perso. Mi diceva "tanti saluti" al telefono, e ora non me lo dirà più». Rocco amava la danza, era appassionato di «Amici», ma «in televisione ci voleva andare diversamente», dice la madre. Tocca a Licia esser forte, parlare con gli infermieri, con la nonna che chiama da Matera. Ieri sera ad Accettura c'è stata una veglia per il ragazzo. I funerali non sono stati ancora fissati, ma il commissario prefettizio ha già annunciato per quel giorno il lutto cittadino. «Valentina non sa che Rocco è morto - spiega Licia - Non ricorda nulla. Chiede di Nicola, il suo ragazzo». Il giovane, spiega il responsabile del Dea dell'Umberto I Claudio Modini, arrivato come Valentina con «politraumi toracici e addominali, è stato sottoposto a un'importante procedura chirurgico-radiologica». La ragazza ha il bacino rotto, ed è già in reparto. Ma è ora, i parenti si avviano per andarla a trovare. Forse le diranno di Rocco. Ne usciranno un'ora dopo. La mamma viene portata via a mangiare qualcosa. Allora anche Licia la dura riesce a piangere. Un ragazzo la stringe e la consola. Si tocca il petto: «Sono cose che una si sente dentro», le dice, e ha gli occhi lucidi.
(ha collaborato
Alessandra Farias)

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20/07/2008










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