Lo ha reso noto ieri mattina l'Autorithy francese per la sicurezza nucleare. L'incidente è stato causato da una rottura nel sistema di canalizzazione. Si tratta del secondo episodio di questo genere in due settimane, dopo quello avvenuto la notte tra il 7 e l'8 luglio nella centrale di Tricastin, sempre nella Francia meridionale, gestita da due società filiali del gruppo Areva. Ora la Francia s'interroga sulla sicurezza delle sue centrali. Le autorità di vigilanza e il ministero dell'Ecologia lanciano messaggi rassicuranti per la salute pubblica ma i sindacati e associazioni lamentano imprecisioni nell'informazione e reticenza dei gestori.
Principale bersaglio delle critiche è il colosso dell'energia Areva, proprietaria di entrambi i siti interessati dagli incidenti. Che ieri, dopo un'inchiesta interna, ammette gli errori commessi a Tricastin: «una mancanza di coordinamento evidente - ha affermato - tra le équipe incaricate dei lavori e quelle responsabili dello sfruttamento è all'origine dell'incidente». Autocritiche anche sui ritardi nel notare e denunciare alle autorità la perdita, con la precisazione che «le procedure tecniche di sicurezza sono state rapidamente messe in atto». Primo a subirne le conseguenze, il direttore dell'azienda satellite Socatri, immediatamente sostituito.
Intanto, le autorità locali del dipartimento della Drome, che ospita le due centrali, vogliono monitorare il loro impatto sulla salute pubblica.
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19/07/2008