Appena arrivato in Australia con l'ultimo charter di ragazzi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco ha voluto riaffermare lo sforzo della Chiesa italiana verso le nuove generazioni, testimoniato dalla presenza di diecimila ragazzi da tutta Italia alla Gmg, che entrerà nel vivo domani con l'accoglienza a Benedetto XVI. E ha richiamato la politica a dare risposte alle insicurezze materiali dei ragazzi, con «lavoro, impiego, casa».
«Uno di questi valori alti e ardui - ha spiegato Bagnasco - è l'interesse per la cosa pubblica e il bene comune.... La politica - ha precisato - deve far capire ai giovani con autorevolezza e credibilità, che occuparsi della cosa pubblica è un valore alto e arduo per cui è bene spendersi». E sarebbe meglio se oggi la politica si preoccupasse di dare «lavoro, impiego, casa» alle giovani generazioni, per far sentire loro di poter organizzare il proprio futuro. Per la formazione dei ragazzi la Chiesa punta anche sulle Giornate mondiali della gioventù, «strumento efficace - ha detto Bagnasco - per il mondo giovanile, intuizione di Giovanni Paolo II, confermata da Benedetto XVI con convinta convinzione e con entusiasmo».
Durante la conferenza stampa il cardinale Bagnasco ha ribadito il «no» dei vescovi italiani al distacco della spina che tiene in vita Eluana Englaro, in coma da 16 anni, affermando che non si può «procedere a una consumazione di una vita per sentenza». Beppino Englaro, il padre della donna in stato vegetativo dal 92, dall'Italia ha ribattuto: «Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto». In Italia la Procura di Milano che potrebbe fare ricorso contro il provvedimento della Corte d'Appello che autorizza Englaro a interrompere l'alimentazione della figlia, ha annunciato che deciderà la prossima settimana. E questa è la prima pronuncia ad alto livello dei vescovi, da quando è stata autorizzata l'interruzione dell'alimentazione per la giovane: «Togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico - ha sottolineato Bagnasco - è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno. È un momento di forte preoccupazione, che deve far preoccupare e riflettere seriamente tutti noi e tutte le persone di buona volontà».
Attualmente l'istituto di suore «Beato Talamoni» che ospita Eluana si rifiuta di staccare la spina e i familiari cercano una struttura trasportarla, ma la normativa degli istituti per i malati terminali non può essere applicata al caso di Eluana: l'Hospice «Il Nespolo» di Airuno (Lecco) accoglierebbe la ragazza, ma solo senza sondino, cioè in «stato terminale».
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16/07/2008