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Il punto

Troppe parole Ora servono solo i fatti


A parte la sfilata di Gucci (ma non è alta moda ed è stato evento fuori calendario), a Roma, durante questa tornata di passerelle, i vip più o meno di calibro si son visti solo al Fictionfest. Hanno ragione gli stilisti a chiedere più visibilità ad AltaRoma, la società che organizza le passerelle capitoline.

Come dar torto a una Raffaella Curiel arrabbiata per essere stata «esclusa» dalla riunione in Campidoglio tra i couturier e il sindaco Alemanno? La stessa Curiel ha detto a gran voce quel che a bassa voce tutti hanno ripetuto negli ultimi cinque giorni: con il caldo insopportabile che c'è non si possono ospitare stilisti, modelle e pubblico in una location (il Santo Spirito in Sassia) bellissima, per carità, ma senza aria condizionata. Non è umano. Per non parlare della gestione del parco-auto a disposizione degli addetti al settore, con i poveri autisti, che non hanno il dono dell'ubiquità, sull'orlo di una crisi di nervi. Senza essere disfattisti e senza dimenticare che i soldi sono pochi, forse sarebbe il caso di sedersi intorno a un tavolo e di capire cosa c'è che non va e perché la macchina della moda a Roma funziona a fatica. Sono anni che si fanno proclami e poi le parole non si tramutano mai in cose concrete. Ciò che resta di questa edizione è una nuova collezione di ventagli donati gentilmente agli ospiti dagli stilisti per alleviare le sofferenze del caldo.
Kat. Per.

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11/07/2008










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