L'Opec è il «convitato di pietra» di un vertice che che ha provato a fornire soluzioni su sviluppo africano, sicurezza alimentare, antiterrorismo e crisi politica nello Zimbabwe.
Ma è l'oro nero a spaventare i Grandi della terra. «Sul lato della fornitura le capacità di produzione e raffinazione dovrebbero essere aumentate nel breve periodo, e sforzi congiunti sono inoltre necessari per espandere gli investimenti nella estrazione e nella distribuzione nel medio periodo», si legge nel documento approvato dagli otto leader. «I Paesi produttori di petrolio dovrebbero assicurare un clima per gli investimenti stabili e trasparenti che faciliti un innalzamento della capacità produttiva necessaria per soddisfare la crescente domanda globale».
E qui Berlusconi chiama in causa la Cina, indicata come «la causa prima dell'aumento del prezzo del petrolio e che non si deve sottrarre alle regolamentazioni». La via d'uscita sono le fonti alternative e i leader del G8 concordano su un piano di risparmio energetico come punto di partenza.
«Si tratta di anticipare il passaggio da una società basata sui combustibili fossili ad una società basata sul nucleare» spiega Berlusconi che aggiunge che il mondo industrializzato intende puntare molto sull'energia nucleare tanto che «si è parlato della necessità di dare il via alla progettazione e alla costruzione di oltre mille centrali nucleari nel mondo».
Il G8 individua nella «globalizzazione un elemento chiave per la crescita dell'economia globale e per delle economie forti e floride, sostenute da valori comuni di democrazia, da libertà economica e da istituzioni affidabili». Fin qui il documento approvato a Toyako. Ma tra propositi e fatti reali la strada è tutta in salita.
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09/07/2008