E chi non pagava rischiava anche azioni punitive. Il sistema di corruzione è stato scoperto dalla Squadra Mobile di Roma, diretta da Vittorio Rizzi, nell'ambito di indagini coordinate dal pm di Roma, Diana De Martino, cominciate circa un anno fa su segnalazione della procura di Civitavecchia riguardo una cartella clinica falsa. Dodici le ordinanze di custodia emesse dal gip Cecilia Demma: dieci notificate, due indagati sono ancora latitanti.
I sanitari del Gemelli, la struttura, estranea alla vicenda, ha avviato la sospensione degli imputati, sono Ermando Colombo Taranto, 50 anni, del day hospital di psichiatria e tossicodipendenza del Policlinico Gemelli, l'assistente sociale e sua segretaria Paola Di Masci, di 36, e lo psichiatra Armando Urbani (59), che collabora con alcune comunità di recupero della Capitale. Tutti e tre sono sospettati di falsa attestazione di atti destinati all'autorità giudiziaria. Gli altri sono pregiudicati accusati di aver corrotto i medici e, anche loro, di falsa attestazione. A chiedere i favori dei medici sarebbero stati malavitosi di piccolo calibro, ma anche personaggi noti alle cronache, come Carmine Fasciani, 59 anni, preso nel 2001, ritenuto capo dell'organizzazione che controlla il traffico di stupefacenti, usura ed estorsione a Ostia e nell'entroterra. Nell'elenco figura anche il camorrista Giorgio Lago, del clan omonimo: avrebbe cercato i favori dei medici, costituendosi al carcere di Rebibbia, però, prima che scoppiasse lo scandalo. Non si fidava.
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08/07/2008