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Trentenne, con due figli, è uscito con il Caterpillar dal cantiere dove lavorava

Con la ruspa sugli israeliani

GERUSALEMME Alla guida di una colossale ruspa un palestinese di Gerusalemme est ha compiuto ieri una terribile gimkana in una trafficata strada del settore ebraico della città. Per centinaia di metri ha travolto tutte le auto, i passanti e anche un autobus fino a quando è stato colpito a morte da un agente e due civili.

Almeno tre le vittime israeliane, due donne e un uomo, e un'ottantina i feriti, alcuni gravi.
Da Gaza sono subito giunte espressioni di plauso da parte di Hamas e della Jihad islamica, secondo cui l'attacco del palestinese è una reazione «logica e naturale ai crimini compiuti da Israele in Cisgiordania, a Gerusalemme e a Gaza». Finora una sola rivendicazione, giudicata non molto attendibile, da parte di un gruppo poco noto, i «Liberi della Galilea».
Era circa il mezzogiorno quando Hussam Tayassir Dwayat, 30 anni, due figli, è uscito a bordo del Caterpillar dal cantiere della metro di Gerusalemme dove lavorava, ha imboccato la via Sarei Israele ed è piombato in mezzo al traffico della via Jaffa, la principale arteria della città. A poche centinaia di metri di distanza c'era davanti a lui il mercato ortofrutticolo di Mahanè Yehuda, in quel momento affollatissimo. Se lo avesse raggiunto, sarebbe stato un massacro.
Alla vista della ruspa che correva in mezzo all'asfalto, i primi passanti hanno pensato a un guasto tecnico. Ma poi qualcuno ha colto lo sguardo «iniettato di sangue» del guidatore. «Mentre investiva gli israeliani gridava a gran voce «Allah Akhbar» (Dio è grande)», ha detto un testimone.
Dwayat colpiva in tutte le direzioni con la sua pesante pala. Testimoni riferiscono di averlo visto accanirsi in particolare sul tetto di un'auto dove una donna era rimasta intrappolata al volante: lei è rimasta uccisa, il suo bebè è stato tratto in salvo da passanti all'ultimo minuto. La ruspa si è anche avventata su un bus di linea, scaraventandolo su un lato. Solo l'intervento di due passanti e di un agente della polizia, dopo che una dozzina di veicoli erano stati travolti, ha potuto mettere fine alle scene di orrore. Da brevissima distanza Dwayat è stato colpito alla testa da alcuni proiettili, poi è stato finito con due colpi al petto.
Per Gerusalemme è una nuova giornata di terrore dopo quella di alcuni mesi fa quando un altro palestinese di Gerusalemme entrò nel collegio rabbinico di Merkaz ha-Rav e massacrò otto seminaristi, prima di essere ucciso. Adesso da più parti vengono invocate misure drastiche verso i palestinesi di quei rioni: innanzi tutto, dice il sindaco Uri Lupoliansky, occorrerà demolire la casa dell'attentatore, nel villaggio arabo di Zur Baher dove i servizi segreti israeliani sono stati impegnati in una retata per stabilire se Dwayat avesse complici.

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03/07/2008










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